Monza, ragazza portata in Pakistan e promessa sposa, scrive alla scuola: 'Aiutatemi'

La lettera è arrivata a scuola a luglio. Sul caso si sta attivando il Ministero degli esteri

Immagine repertorio

Una ragazza pakistana di 23 anni che frequentava una scuola in provincia di Monza è stata costretta dal padre ad abbandonare gli studi e, con l'inganno, è stata portata in Pakistan dove avrebbe dovuto sposare un uomo scelto dalla famiglia. E lei, privata dei documenti e in preda alla disperazione, lo scorso luglio ha chiesto aiuto proprio alla scuola Brianzola che aveva frequentato: "Vi prego, aiutatemi, il mio futuro è in Italia, mi hanno preso tutti i documenti e mi hanno lasciata qui— ha scritto — mio padre mi ha impedito di terminare la quarta superiore, so che una delle professoresse chiedeva che fine avessi fatto, poi mi hanno portata via". Adesso il caso, denunciato ai carabinieri, è stato trasmesso alla prefettura di Monza e Brianza perché interessi il Ministero degli Esteri.

Il viaggio in Pakistan e la trappola

L'incubo della 23enne, arrivata in Italia quando era solo una bimba, è iniziato a luglio del 2017 quando i genitori hanno organizzato un viaggio in Pakistan. Loro, secondo quanto emerso, avrebbero detto alla giovane che sarebbero andati a trovare nonni e zii; lei si era fidata ed era partita con genitori e la sorella per quella che credeva fosse una breve vacanza. Una volta in Pakistan le hanno tolto il permesso di soggiorno in Italia, che lei aveva rinnovato, il passaporto e il codice fiscale. Infine l'hanno abbandonata.

Nel frattempo la 23enne ha conosciuto un ragazzo in Pakistan "Ora vivo con lui, ma i miei genitori non vogliono, perché la cultura nel nostro Paese non permette alle donne di scegliere con chi stare", ha raccontato la giovane. "Ho provato a chiedere aiuto alla mia ambasciata ma non mi hanno ascoltata, vi prego, voglio tornare in Italia, è lì che vedo il mio futuro".

La lettera disperata a scuola

A luglio la scuola ha ricevuto una lettera scritta dalla giovane che si è ricordata di una sua professoressa. La missiva, arrivata in istituto, è stata affidata ai carabinieri e alla procura di Monza. Stando a quanto emerso la documentazione sul caso è stata trasmessa alla prefettura di monza e Brianza affinché interessi il Ministero degli esteri.

Era già stata tolta da scuola

I primi segnali di allarme erano arrivati nel 2015 quando la ragazza, che all'epoca aveva 20 anni e frequentava la quarta superiore, aveva smesso di andare a scuola a metà anno scolastico. Secondo quanto trapelato il padre le avrebbe impedito di continuare a frequentare la scuola costringendola a a restare a casa. Una professoressa aveva cercato di capire perché avesse smesso di studiare, senza però riuscire a contattarla.

La storia di Farah

La vicenda ricorda quella di Farah, la ragazza veronese che era stata riportata in Pakistan dalla famiglia con l'inganno per costringela ad abortire.

La giovane era riuscita a scrivere alcuni messaggi su WhatsApp alle amiche rimaste in Italia, chiedendo aiuto e raccontando di essere stata costretta con l'inganno dalla famiglia a tornare in Pakistan, dove era stata legata, sedata e costretta ad abortire il figlio che aspettava dal fidanzato, un ragazzo di origini pakistane ma adottato da una famiglia veronese e cittadino italiano. 

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La 19enne venne poi liberata grazie all'intervento della polizia pakistana e riportata in Italia. 

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