Ragazzina scompare da casa: ritrovata a Monza in una capanna abusiva

La giovane, 17 anni, si era allontanata da casa due settimane fa. E' stata trovata dalla polizia locale in una baracca insieme a un ragazzo marocchino irregolare. Accertamenti in corso

La baracca a San Damiano

Un rifugio di fortuna, qualche trave a sostenere la capanna e reti di materasso ammassate per dare a quella baracca una vaga sembianza di casa. Nell'angusto spazio dell'interno poi un letto addobbato con una morbosa cura a confronto con lo squallore del contesto e un divanetto, quasi come ci fosse spazio anche per una sala d'aspetto.

Qui, in un campo a San Damiano, alla periferia di Monza, in un'area adiacente al terreno sgomberato e posto sotto sequestro solo qualche settimana fa, la polizia locale di Monza ha rintracciato una ragazzina minorenne originaria della Bielorussia in compagnia di una marochino irregolare di 25 anni con precedenti alle spalle.

La scoperta è avvenuta lo scorso 5 aprile quando gli agenti del comando di via Marsala sono stati impegnati in un controllo dell'area a causa dell'insediamento abusivo di un gruppo di nomadi che, rompendo i sigilli posti al terreno, avevano invaso la proprietà comunale e avevano improvvisato un accampamento, insediando tre roulotte. Durante le operazioni di sgombero, in un campo adiacente a quello occupato, la polizia locale ha notato una capanna e ha controllato chi vi fosse all'interno. Insieme a un cittadino marocchino 25enne senza fissa dimora, pregiudicato, irregolare sul territorio c'era una 17enne bielorussa residente in provincia di Bergamo. Della giovane, che si era allontanata di casa circa due settimane fa, la famiglia non aveva più notizie ed era stata presentata alle forze dell'ordine una denuncia di scomparsa di minore. 

La ragazza, adottata da una famiglia italiana all'età di tre anni insieme al fratello in seguito alla morte dei genitori, si era allontanata da casa, in provincia di Bergamo, a fine marzo e da quel momento i genitori non avevano più avuto sue notizie. Nonostante non fosse la prima volta che la 17enne decideva di sparire per qualche tempo la preoccupazione per lei a casa era tanta. La sua presenza, insieme al ragazzo, in quella baracca, ha insospettito la polizia locale che ha deciso di effettuare qualche accertamento in quanto c'era il dubbio, non infondato, che la ragazza potesse essere stata vittima del 25enne che l'avrebbe ospitata nella sua "alcova" e sfruttata. Si tratta infatti di una zona degradata e tristemente nota per la presenza di prostitute e a insospettire gli agenti sull'eventuale violenza di cui sarebbe stata vittima la ragazza è stata proprio la presenza di un giaciglio e di un divanetto, quasi come se vi fosse anche una sala per l'attesa. 

Sulla giovane non sono stati rinvenuti segni di violenza o abuso e lei stessa, tra le lacrime, ha negato che l'uomo l'abbia avvicinata o molestata, spiegando di aver chiesto accoglienza al 25enne dopo averlo incontrato in stazione quando aveva perso il treno per fare ritorno a casa. La polizia locale ha contatto il padre, residente nella bergamasca, che ha potuto riabbracciare la ragazzina e gli assistenti sociali del comune della giovane si stanno occupando di capire che cosa sia davvero successo e se la ragazza sia stata vittima di qualche violenza o sfruttamento sessuale. 

Il 25enne marocchino è stato accompagnato in Questura a Milano per le pratiche per l'espulsione. Sono ancora in corso una serie di accertamenti.

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