Rischia la vita dopo un pugno al concerto di Manu Chao

Un 36enne è in coma farmacologico al San Gerardo dopo un ricovero d'urgenza sabato sera in seguito a un pugno ricevuto nei pressi di un baracchino nel Parco. Identificato e arrestato l'aggressore

Foto da Instagram/fiettolo

All'area del concerto, nel prato dell'Autodromo, probabilmente non c'è mai arrivato e Manu Chao non lo ha nemmeno intravisto in lontananza. Quella che doveva essere una serata tra amici, tra musica, vecchie compagnie e divertimento, si è trasformata in un incubo e la vita di un 36enne, nato a Monza e vissuto in Brianza ma residente da anni a Torino, è ora appesa a un filo.

Sabato aveva raggiunto il capoluogo brianzolo e si era riunito con la sua compagnia di amici per assistere al concerto di Manu Chao: l'allegria, l'euforia del momento gli hanno fatto però un po' alzare il gomito e bere molto più del solito.

All'ingresso del Parco, nei pressi di un baracchino lungo viale Mirabello nel tardo pomeriggio, prima che l'esibizione cominciasse, gli amici hanno perso di vista M. D. P. che si è intrattenuto presso il paninaro in stato confusionale, intento ad attaccare briga con chiunque e in atteggiamento molesto.

Nella folla di 40mila persone gli amici del 36enne non lo hanno più rintracciato e lo hanno raggiunto solo a concerto terminato.

Cessata la musica, nel disordine del deflusso degli spettatori che si allontanavano dal Parco, la compagnia è passata nuovamente davanti al baracchino lungo viale Mirabello e qui ha ritrovato l'amico. Il giovane, ancora ubriaco, era intento a discutere con i dipendenti del chiosco. Nel tentativo di allontanarsi con gli amici il 36enne ha provato a portar via dal baracchino un'asta di metallo, parte della struttura della paninoteca ambulante, e il gesto ha scatenato l'immediata reazione di uno dei dipendenti.

Mentre questo si allontanava un uomo l'ha raggiunto, l'ha sorpreso alle spalle, e gli ha tirato dritto in faccia un pugno violento. Un solo colpo e lo ha steso a terra. Il ragazzo è rimasto sdraiato a metà tra l'asfalto e il prato privo di sensi.

Mentre i suoi amici si sono diretti verso il dipendente che aveva colpito il compagno, ad accorgersi del ragazzo a terra è stato un addetto della Protezione Civile che ha dato l'allarme e ha richiamato sul posto i soccorsi della Croce Rossa che hanno immediatamente trasferito il 36enne al San Gerardo in codice rosso con un'ambulanza.

Quando la vittima è giunta al Pronto Soccorso, senza che i medici avessero alcuna nozione di quanto fosse accaduto, il trauma cranico del 36enne è stato ricondotto a una caduta accidentale. Qui i medici lo hanno ricoverato e intubato: l'uomo si trova ancora adesso in coma farmacologico ed è in pericolo di vita.

A far luce sull'accaduto sono stati i poliziotti del commissariato la mattina successiva quando si sono recati all'ospedale per ricostruire la dinamica ed effettuare alcuni accertamenti. Qui hanno appreso delle gravissime condizioni in cui versava la vittima e hanno ricondotto l'accaduto a un'aggressione grazie alla testimonianza di un amico che in quel momento era in ospedale per sincerarsi delle condizioni del 36enne. 

Gli inquirenti si sono attivati immediatamente per dare un nome e un volto a chi ha ridotto in fin di vita a un concerto un 36enne e, attraverso una serie di testimonianze, i poliziotti sono arrivati a identificare l'aggressore in un 35enne romeno rintracciato a Milano. L'uomo quella sera sarebbe stato presente al baracchino lungo viale Mirabello al momento dell'accaduto anche se sull'episodio alla polizia non ha voluto fornire nessun altro dettaglio. Di lui si sa solo che è incensurato.

L'uomo si trova ora in carcere in stato di fermo di polizia giudiziaria accusato di lesioni gravissime.

Sono invece ore di apprensione per il 36enne che lotta tra la vita e la morte. 

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