Lo invitano al bar dopo il viaggio in treno: 21enne picchiato e rapinato

Protagonisti due cittadini marocchini e una giovane italiana. I tre sono stati arrestati a Ceriano Laghetto. Probabile che siano i responsabili di altre rapine sui treni tra Saronno e Seregno

Arrestati dai carabinieri di Desio (Foto repertorio)

Hanno conquistato la sua fiducia con una lunga chiacchierata in treno. Lo hanno invitato al bar per bere qualcosa insieme. Poi, al momento giusto, lo hanno immobilizzato, picchiato e gli hanno rubato soldi e cellulare. I ladri, però, hanno commesso un solo errore: farsi vedere in faccia dalla loro vittima, che li riconosciuti e fatti arrestare. 

Tre persone, due cittadini marocchini di venti e ventinove anni, e una ragazza italiana ventenne, sono stati fermati lunedì dai carabinieri della compagnia di Desio. I militari sono intervenuti in un bar vicino alla stazione ferroviaria “Groane” dove era appena stata segnalata una rapina ai danni di un ragazzino di ventuno anni di Giussano, che all’arrivo dei carabinieri presentava ancora evidenti segni di un’aggressione. 

E’ stata la stessa vittima, nonostante lo choc e la paura, a raccontare agli uomini dell’arma che mentre si trovava sul treno da Saronno ad Albairate, era stato avvicinato da due ragazzi, che lo avevano convinto a seguirli al bar. All’arrivo al locale, però, il giovane è stato aggredito dai due che, con la complicità della ragazza, sono riusciti a rubargli cento euro e il cellulare. 

Grazie alla descrizione fornita dal ventunenne, i carabinieri si sono messi alla ricerca dei tre rapinatori, che sono stati individuati in via San Francesco. Nelle tasche dei tre, i militari hanno trovato una delle due banconote rubate poco prima, due involucri di carta stagnola con hashish ed eroina e il cellulare della vittima. 

I militari stanno continuando le indagini sui tre, tutti tossicodipendenti e pregiudicati, perché è possibile che la banda sia responsabile anche delle numerose rapine ai danni di giovani studenti avvenuti sui treni tra Saronno e Seregno: quegli stessi treni che sono ormai diventati tristemente noti come i “treni dello spaccio”, per la presenza fissa a bordo di pusher e tossicodipendenti. 

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