I rapinatori del calciatore Castillejo sono due 'trasfertisti': a Milano già durante il lockdown

Il covo dei due arrestati si trovava a Brugherio, una donna di 41 anni è stata denunciata

Castillejo

I due rapinatori che nel pomeriggio di martedì avevano assalito Samu Castillejo, centrocampista del Milan, con le pistole, sono stati fermati dalla polizia stradale di Arezzo. Sarebbero due 'trasfertisti' delle rapine. Lo comunica la questura di Milano, dove il calciatore rossonero si era recato per fare la denuncia dei fatti.

La rapina era avvenuta alle 18 in piazza Principessa Clotilde, davanti a Porta Nuova. Due uomini, uno dei quali armato di pistola, hanno minacciato il 25enne strappandogli via l'orologio che aveva al polso, del valore di 80mila euro. I due, il 31enne Gioacchino Esposito e il 42enne Giovanni Nasti di 42 anni, entrambi residenti a Napoli e con precedenti di polizia specifici, erano poi scappati su due moto diverse. A raccontare per primo l'episodio era stato il giocatore stesso sul suo canale Instagram, poco dopo il fatto.

La denuncia in questura e l'arresto

Castillejo si è invece presentato in questura solo nella giornata di mercoledì.  La sua denuncia è stata raccolta dalla Squadra Mobile. 

In breve tempo, i riferimenti identificativi dell'orologio di lusso sono stati inseriti nei canali informativi della polizia per le ricerche. Quasi in contemporanea, stando al resoconto di via Fatebenefratelli, una pattuglia della sottosezione della polizia stradale di Arezzo, durante un controllo nell'area di servizio Bettolle dell'autostrada A1, ha fermato due persone a bordo di una autovettura, che avevano con sé un orologio di valore, dello stesso modello e marca di quello rapinato al giocatore del Milan.

Gli agenti della polstrada hanno contattato la Mobile di Milano presso i cui uffici si trovava ancora il giocatore del Milan. Il centrocampista, tramite una foto, ha riconosciuto l'orologio ed il riscontro definitivo è arrivato con il raffronto della referenza indicata da Castillejo. 

Il covo dei 'trasfertisti' a Brugherio

I due uomini sono stati subito fermati. Si tratta di due cittadini italiani di 30 anni circa, sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria dalla polstrada di Arezzo. Nel frattempo la Squadra Mobile di Milano ha effettuato una perquisizione a Brugherio, nel Monzese, presso una abitazione ritenuta il 'covo' Milanese della coppia di rapinatori, verosimilmente già tenuta d'occhio dalla polizia da tempo. La casa è di una donna di 41 anni, di origini salernitane e amica di uno dei due presunti banditi.

Stando a quanto riferito nella giornata di giovedì dalla questura di Milano, la donna avrebbe confessato agli agenti di aver gettato in un cassonetto per la raccolta di indumenti usati gli abiti utilizzati dai due il giorno della rapina. Circostanza che non verificata perché il contenitore era già stato svuotato. L'arma usata per il colpo non è stata rinvenuta. La donna è indagata per favoreggiamento. 

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Pare, sempre secondo gli accertamenti della Mobile, che i due 'trasfertisti' avessero raggiunto Milano già durante la quarantena. Così, come da copione, hanno atteso di fare il colpo grosso, prima di tornare a casa. Stavolta durante il tragitto sono stati arrestati.

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