Rapinavano ragazzini a Monza: arrestati due giovanissimi

Si tratta di due ragazzi, uno minorenne e l'altro appena 19enne, di origine tunisina: ad arrestarli dopo l'ennesimo colpo gli agenti del commissariato di Monza

Usavano un coltello per minacciare le vittime

Due ragazzi giovanissimi, due famiglie normali alle spalle che, però, all'occorrenza si trasformavano in rapinatori di professione.

Stesso modus operandi, identica categoria di vittime: tutti giovani minorenni con qualche dispositivo tecnologico con sè. Dopo diverse segnalazioni raccolte attraverso denunce presentate al commissariato di Polizia di viale Romagna venerdì, in seguito all'ennesima chiamata di allerta ricevuta, le volanti sono entrate in azione e hanno fermato i rapinatori.

Da un paio di mesi episodi analoghi avevano colpito ragazzini in zona stazione, lungo il Lambo, in centro o ancora nell'area di via Azzone Visconti.

A essere stato minacciato e derubato venerdì pomeriggio è stato un ragazzino di 15 anni che si trovava per strada in via Ghilini. Qui, secondo la testimonianza raccolta sul posto dagli uomini della Polizia, è stato avvicinato da tre ragazzi giovani, stranieri. Dietro minaccia di un coltello hanno preteso il bottino e poi si sono allontanati a piedi. 

Le squadre della Polizia hanno diramato l'allerta e in poco tempo, in via Gramsci hanno individuato tre soggetti sospetti. Due di questi, nonostante il goffo tentativo di nascondersi sotto una vettura parcheggiata, sono stati fermati mentre uno è riuscito a darsi alla fuga.

Gli agenti hanno trovato anche l'Ipad appena sottratto alla giovane vittima e delle cuffie. Per loro sono scattate le manette con l'accusa di rapina aggravata in concorso. In commissariato sono stati interrogati e hanno rivelato agli investigatori il luogo dove tenevano nascosto il coltello usato per i vari colpi. Questo veniva prelevato all'occorrenza, nel momento in cui la banda pianificava di entrare in azione, mentre per il resto del tempo lo tenevano nascosto in una fioriera in zona stazione, ben sottratto alla vista e senza rischi di essere pizzicati con l'arma in possesso. 

I giovani rapinatori ora in carcere sono due tunisini, entrambi residenti in provincia con le rispettive famiglie: un minorenne, 17 anni, con precedenti specifici alle spalle nonostante la giovane età, e un ragazzo di 19 anni, incensurato e con un lavoro stabile. 

Durante le perquisizioni domiciliari effettuate a casa di uno dei due giovani è stato trovato un tablet e altri dispositivi tecnologici di dubbia provenienza che potrebbero essere bottino dei colpi denunciati nelle scorse settimane. 

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Del terzo giovanissimo rapinatore membro della banda gli agenti sanno solo che è straniero, di carnagione scura: i "colleghi" non hanno voluto rivelarne l'identità, insistendo sul fatto che fosse solo un amico estraneo ai fatti. 

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