Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Vimercate

Trezzo, i carabinieri bloccano rave party da tremila persone

Ragazzi provenienti da tutta Europa si erano dati appuntamento in una capannone dismesso in via Pastore a Trezzo. Denunciati in 26, quasi tutti francesi. I carabinieri intervengono, ma li ritrovano a Limbiate

TREZZO SULL'ADDA  - Un rave party da tremila persone. Camion autoarticolati, 80 enormi casse per sparare musica a tutto volume. L'organizzazione non mancava ai giovani che si erano dati appuntamento di all'interno di un'area industriale dismessa in via Pastore a Trezzo. Ventiseri persone denunciate, questo il bilancio dopo l'intervento dei carabinieri di Vimercate e Cassano d'Adda; le accuse sono danneggiamento ed invasione di terreni ed edifici, entrambi contestati in concorso e aggravati. I denunciati sono quasi tutti di nazionalità francese, molto dei quali pregiudicati. Seguono aggiornamenti

PREPARATIVI - Tutto è cominciato verso le 21:30, quando una pattuglia nel corso di un normale giro di perlustrazione nota alcuni ragazzi intenti ai preparativi: oltre 80 enormi casse, ma anche pedane, divani e tutto quanto l'occorrente per creare un locale temporaneo. Il tempo di capire cosa stesse accadendo, ed è scattata immediata la richiesta di rinforzi. Decine di carabinieri  da tutte le caserme del territorio sono usciti in tutta fretta per gestire quella che poteva diventare una situzione complicata: cominciavano infatti ad arrivare i partecipanti alla festa.

NESSUN INCIDENTE - Tutto, invece, si è svolto senza incidenti. Gli organizzatori, che si  erano introdotti nell'area forzando i lucchetti che chiudevano i cancelli, dopo l'identificazione di rito sono stati accompagnati al casello dell'autostrada A4, ma non hanno imboccato la via del ritorno in Francia, paese in cui sono stati targati i camion: si sono infatti trasferiti per qualche ora ancora in un'area tra Limbiate e Solaro, da cui i carabinieri li hanno fatti nuovamente sgombrare con le prime luci del giorno.

RAVE PARTY - I rave party sono nati negli anni '80 nell'alveo della controcultura. Delusi dalla politica, contrari alla lucrosa gestione della musica da parte delle discoteche e alla creazione di stars tra i disc jockey, i giovani frequentatori delle feste occupano temporaneamente spazi privati dopo un tam tam su internet.

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