Cronaca Burago di Molgora

Reato di omicidio stradale, la speranza dei genitori delle vittime

A commentare la proposta del ministro della Giustizia Cancellieri, dal suo profilo Facebook, è stata anche la mamma di Matteo La Nasa, il 19enne di Burago Molgora ucciso nel 2010 da un'auto che gli è piombata addosso al bar

Quella di Matteo è una delle tante, troppe, storie delle vittime della strada.

Lo ha ucciso una macchina, piombata all’improvviso su di lui, seduto al tavolino di un bar il 18 luglio del 2010.

E’ morto così Matteo La Nasa, il ragazzo di 19 anni di Burago Molgora che si è spento dopo un lunghissimo coma.

E per lui, come per tutte le vittime innocenti dell’imprudenza altrui, sua madre, Crocefissa Castiglia, non ha smesso di combattere.

Dopo anni di lotta finalmente una piccola vittoria per Matteo l’ha avuta: la promessa di introduzione del reato di omicidio stradale.

La promessa di introduzione del reato di omicidio stradale avanzata nei giorni scorsi dal ministro della Giustizia Cancellieri la signora Castiglia l’ha accolta con grande speranza: dal suo profilo Facebook ha sottolineato l’importanza della prevenzione per i ragazzi dei rischi della strada e ha ricordato il suo dolore.

“Da quando Matteo è morto ho parlato in 39 scuole e continuerò a farlo” - ha dichiarato Crocefissa Castiglia - “Non voglio che altre famiglie abbiano il nostro dolore in eterno perché a nessuno farà mai sconti né indulti: quando ti ammazzano un figlio il dolore entra nel cuore, nell’anima e lì si ferma”.

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