Lamina, il titolare patteggia condanna per omicidio colposo e risarcisce le famiglie

Quattro milioni e mezzo ai familiari dei quattro operai morti nel 2018 nello stabilimento di Greco

Si è chiuso con un patteggiamento davanti al gup Manuela Scudieri il processo per omicidio colposo a carico del titolare della Lamina, Roberto Sanmarchi. Il 16 gennaio 2018, nello stabilimento di Greco, morirono quattro persone a causa di una improvvisa fuoriuscita di argon in una vasca in cui i quattro stavano lavorando per la manutenzione.

Sanmarchi aveva già risarcito i familiari delle vittime e l'Inail, in forma extragiudiziale, per 4 milioni e mezzo di euro. Ora è stato condannato (con patteggiamento) a una pena (sospesa) di un anno e 10 mesi. Condannata a una multa di 36 mila euro anche la Lamina, per la legge sulla responsabilità amministrativa.

La perizia tecnica chiesta dai pubblici ministeri ha accertato che non c'erano le necessarie condizioni di sicurezza nella fossa in cui i tre dipendenti di Lamina (i fratelli brianzoli Arrigo e Giancarlo Barbieri e Giuseppe Setzu) e l'esterno Marco Santamaria, anche lui brianzolo, sono rimasti intrappolati e soffocati dal gas argon.

Il sensore di ossigeno

In particolare, il sensore di ossigeno funzionava ma era troppo elevato per garantire reale sicurezza a chi si trovasse a lavorare all'interno, e al pavimento l'ossigeno si riduceva allo 0,2%, un valore troppo basso. Nel forno poi mancava la ventilazione meccanica. Inoltre i due operai intervenuti in aiuto dei primi due non indossavano la maschera antigas e non avevano ricevuto la formazione indispensabile a fronteggiare situazioni di tale pericolosità.

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Video: morti e feriti alla Lamina

Tradotto in parole semplici, l'imprenditore non avrebbe posto corretta attenzione al rischio dovuto alla mancanza di ossigeno. Ad esempio avrebbe potuto fornire di autorespiratori gli operai e i tecnici che si fossero trovati a dover lavorare nella fossa del forno ad argon.

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