Terzo disastro in tre giorni sulla Seregno Saronno: pendolari in crisi

Appiedati sulle banchine delle stazioni, studenti e lavoratori ormai sono pronti a tutto e sono ormai senza alternative: "Non ci restano che le code in auto, o i treni che non passano mai"

Ancora ritardi sulle linee Trenord (© TM News/Infophoto)

MONZA – Bandiera bianca. Per il terzo giorno consecutivo – su tre giorni di funzionamento – la nuova linea Seregno-Saronno è andata in tilt. Anche stamattina i pendolari sono rimasti a piedi, oppure sono arrivati in grave ritardo al lavoro e a scuola. Numerosi i treni soppressi su tutta la Seregno-Saronno. Disagi anche sulla Milano Chiasso. Forti rallentamenti in particolare sulla Albairate-Saronno e sulla Saronno-Lodi, con gravi problemi anche a Lissone, Desio, Seregno e Monza.

SEREGNO-SARONNO, INAUGURAZIONE TRA RABBIA, RITARDI E CANCELLAZIONI

Un disastro che - almeno per il momento - ha vanificato gli investimenti e gli sforzi di Trenord per offrire un trasporto su rotaia competitivo e finalmente alternativo all’auto. Purtroppo, il disastro patito dai pendolari in questi tre giorni dimostra che l’idea di rinunciare all’auto è – per il momento – solo un pio desiderio. Per il pendolare non c’è scampo: o le code intrappolati in auto sulla Milano-Meda e la Valassina, o i ritardi e l’assideramento sulle banchine delle stazioni, in attesa del «treno che non c’è». Unica certezza: c’è poco da stare allegri.

Surreale è anche la spiegazione fornita da Trenord per giustificare il disastro di questi giorni. «Si tratta – si legge in un comunicato di Giuseppe Biesuz, amministratore delegato Trenord - di un malfunzionamento del nuovo sistema informatizzato di programmazione e gestione dei turni del personale, che prevede l'introduzione di circa 140 tra nuove corse e prolungamenti di linea, e della nuova turnazione introdotta con il contratto aziendale efficace dallo scorso primo dicembre». Non capite?

Traduciamo: manca il personale per far funzionare i nuovi treni. E, in particolare, mancano i macchinisti. Domanda di una pendolare arrabbiata rimasta a piedi a Desio: «Non valeva la pena di inaugurare il servizio solo dopo essersi accertati che tutto fosse funzionante al 100 per cento»?

Ora dai tecnici di Trenord giunge l’ennesima promessa: «A partire da martedì, il software informatico sarà efficiente e il servizio sarà in funzione al 100 per cento». Sarà. Da Trenord giungono anche le scuse ai viaggiatori, che hanno suscitato l’ironia di pendolari e studenti: «E’ come se io – commento ironico uno studente universitario bloccato a Lissone – mi presentassi all’esame senza saper nulla, e dicessi: mi scuso con i professori e gli studenti». Almeno i viaggiatori non hanno perso il sorriso.

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