"La Bella Principessa di Leonardo" in Villa Reale: a Monza il ritratto di Bianca Sforza

L'opera con una storia "più appassionante di un romanzo" sarà esposta dal 21 maggio al 30 settembre alla Reggia. A presentarla Vittorio Sgarbi

In origine era un ritratto su un foglio di pergamena contenuto in un codice, la "Sforziade", conservato a Varsavia. E poi il quel volto dai lineamenti delicati di fanciulla dietro a cui inconfondibile emerge il tratto della mano di Leonardo è diventato un dipinto a sè, con una storia travagliata, singolare e per certi aspetti ancora oscura.

"È una storia più appassionante di un romanzo, come spesso capita alle cose preziose, quella della Sforziade di Varsavia". Con queste parole Vittorio Sgarbi ha commentato l'arrivo de "La Bella Principessa di Leonardo" alla Villa Reale di Monza. E' stato proprio il critico d'arte in qualità di ambasciatore per la cultura per Expo 2015 a introdurre l'opera.

Ad accogliere l'arrivo del ritratto di Bianca Sforza, figlia illegittima di Ludovico Sforza, morta tragicamente a soli 14 anni dopo il matrimonio con Galeazzo Sanseverino nel 1496, realizzato dal genio di Leonardo da Vinci, era presente anche il governatore della Regione Lombardia, Roberto Maroni e il sindaco della città di Monza, Roberto Scanagatti.

L'opera dal 21 maggio al 30 settembre è in Villa Reale e sarà esposta in mostra con un allestimento che prende il nome dal titolo con cui il professor Martin Kemp ha ribattezzato il dipinto, "La Bella Principessa di Leonardo".

Qui tutte le informazioni su orari e costo dei biglietti.

Il ritratto, recentemente attribuito alla paternità di Leonardo, è stato presentato con una lectio magistralis del critico e attraverso gli interventi degli studiosi che hanno reso possibile fare luce sulle vicissitudini dell'opera.

In origine era un disegno, un ritratto realizzato a penna, inchiostro bruno e gessetti colorati su un supporto di pergamena delle dimensioni di 330 x 239 mm montato su una cornice di legno: l'opera era finita all'asta nel 1998 da Christie's a New York catalogata come un anonimo pastiche tedesco del primo Ottocento.

Il ritratto però di anonimo non aveva nulla e il delicato disegno della principessa era la rappresentazione di Bianca Sforza realizzata dalle mani di Leonardo da Vinci. Per arrivare a questo importante traguardo sono stati necessari anni di studi e di analisi scientifiche di esperti che sono riusciti a risalire alla nascita e alla paternità dell'opera che era stata estrapolata e dal suo originario supporto nel codice manoscritto della Sforziade, seguendo un destino a sè per lunghi anni.

"Prima ancora che le indagini scientifiche, a cura, in particolare, di Pascal Cotte, ne certifichino la provenienza dalla Sforziade polacca, il ritratto viene preso in esame da un valente storico dell’arte, il britannico Martin Kemp, che ne sospetta subito l’autore, niente meno che in Leonardo" spiega Sgarbi nella sua introduzione all'opera.

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