Cronaca

In sala operatoria arriva Rosa, il corobot al fianco del chirurgo: il Policlinico tra i primi in Italia

Da poco nella struttura monzese dall’equipe guidata dal dott. Ferdinando Battistella è impiegata l’innovativa tecnica di chirurgia robotica 2.0 sul ginocchio

Il robot in sala operatoria

In sala operatoria, accanto al chirurgo e alla sua équipe, adesso a Monza c’è anche Rosa. Acronimo di RObotized Surgery Assisting, è il corobot che supporta e assiste il professionista durante gli interventi di chirurgia robotica. Dopo una sperimentazione durata di dieci anni, al Policlinico di Monza, da pochi giorni è attiva la nuova chirurgia robotica 2.0.

Il Policlinico di Monza tra i primi in Italia

Il sofisticato strumento è stato impiegato per la prima volta il 25 giugno dall’equipe chirurgica guidata dott. Ferdinando Battistella, responsabile dell’Unità Operativa di chirurgia protesica robotica e traumatologia dello sport del Policlinico di Monza. La prima paziente ad essere operata dal chirurgo affiancato dal robot è stata una donna di 55 anni, affetta da una grave patologia del ginocchio valgo.

“L’intervento dura una ventina di minuti in più - spiega il dottor Battistella - perchè serve allineare il robot con l’anatomia del ginocchio del paziente ma si tratta di un procedimento più sicuro e che comporta meno rischi”. Il Policlinico di Monza, dopo un altro centro Universitario, è la seconda struttura in Italia a impiegare l’innovativa tecnica che, qui, per la prima volta, ora è al servizio di tutti i pazienti.

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“Grazie al robot le protesi sono molto più precise e più congruenti e di conseguenza il paziente può avere una risposta alla malattia migliore e torna a fare tutto quello che faceva prima di avere la patologia tra cui anche praticare sport” spiega Battistella. E tra i vantaggi di questa collaborazione tra mente e braccio robotico e mano del chirurgo ci sono tempi ridotti di ospedalizzazione, un più rapido recupero funzionale, una immediata ripresa del cammino, minor dolore, migliori risultati clinici e soprattutto minor complicanze e risultati prevedibili con una certificazione dell’intervento effettuato. "Rosa" non sostituisce il chirurgo ma amplifica la sua professionalità grazie alla sicurezza e alla precisione della tecnologia.

“E’ il collaboration robot che dà le linee di taglio e le indicazioni ma è il chirurgo che esegue” spiega Battistella. Grazie alla precisione ed al bilanciamento intra operatorio, il paziente avrà un impianto protesico più stabile e con una sensazione di “naturalezza” della protesi e non più di un oggetto estraneo nel ginocchio. Tanto da poter riprendere anche l’attività sportiva, impensabile con la tecnica tradizionale.

E a Monza l’innovativa tecnica sperimentata per la prima volta in America è entrata nella routine operatoria della chirurgia del ginocchio e sono già una decina gli interventi - anche con presa in carico del sistema sanitario nazionale - portati a termine con successo. “Essere tra i primi in Italia e tra i pochi in Europa a utilizzare il corobot è motivo di grande vanto e non posso che ringraziare il Presidente De Salvo per aver creduto in questa tecnologia che comporta dei costi superiori e in me” ha concluso il dottor Battistella.

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