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Al San Gerardo stop alla biopsia per la diagnosi delle malattie rare del fegato

L'ospedale monzese e l'Università Milano Bicocca hanno pubblicato un importante studio sulla rivista americana Hepatology. La diagnosi avviene con il fibroscan

Fibroscan è uno strumento diagnostico fondamentale per la diagnosi della colangite biliare primitiva, una malattia rara del fegato. Uno strumento non invasivo che permette di diagnosticare la patologia senza dover ricorrere alla più invasiva biopsia.

A validare l’utilità di questo strumento è uno studio coordinato dal team monzese dei ricercatori dell’Università Milano Bicocca, del Centro delle Malattie Autoimmuni del Fegato dell’Ospedale San Gerardo di Monza, insieme a sette centri italiani. Uno studio che ha portato a una pubblicazione su Hepatology, la più prestigiosa rivista epatologica americana. Il Centro di Monza è uno dei pochi in Italia coinvolto nel network europeo “Ern rare liver” (https://rare-liver.eu/) fin dalla sua creazione nel 2017, e da anni si adopera per comprendere e migliorare la gestione delle malattie rare del fegato.

“Il nostro studio – spiega il professor Pietro Invernizzi, gastroenterologo dell’Università degli Studi di MilanoBicocca e responsabile della Unità operativa di Gastroenterologia – ha validato l’utilizzo del fibroscan nel definire la gravità della malattia epatica al momento della diagnosi nei pazienti affetti da questa malattia rara delle vie biliari. Lo studio è stato coordinato dal dottor Marco Carbone del nostro gruppo, che quest’anno ha ricevuto un prestigioso premio internazionale dalla United European Gastroenterology proprio per le sue ricerche in questo ambito”.

“Questo studio offre uno strumento per conoscere meglio i soggetti affetti dalla colangite biliare primitiva fin dalla prima visita – sottolinea il dottor  Carbone – in modo tale da poter evitare una procedura invasiva come la biopsia epatica in due terzi dei pazienti, senza tuttavia rinunciare ad una precisa definizione della malattia”.

Grande la soddisfazione anche delle associazioni pazienti, dell’Amaf (Associazione malattie autoimmuni del fegato) presieduta da Davide Salvioni.  “Questo nuovo studio – spiega Salvioni -  valida l’uso del fibroscan come strumento di grande efficacia apre nuovi e importanti scenari per i pazienti affetti da colangite biliare primitiva per i quali la biopsia epatica, per la sua invasività, è stata sempre considerata come un passaggio non piacevole nel percorso di diagnosi e di monitoraggio”.

“Lo studio dei ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca e dell’Ospedale San Gerardo – conclude il direttore generale della Asst Monza Mario Alparone - è un passo avanti nella gestione dei soggetti affetti da questa malattia rara tanto da ricevere un riconoscimento internazionale che porta ancora una volta il nome dell’Ospedale San Gerardo alla ribalta nel panorama della ricerca”.

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