Vite salvate e nuovi inizi, storie straordinarie dal San Gerardo

Un 18enne torturato con martellate alle mani e un 20enne cosparso di benzina e bruciato. Le loro storie

Quando l'ordinario diventa straordinario

Vite appese a un filo salvate da angeli con il camice ed emergenze quotidiane che, grazie alla competenza del personale e alle cure d'avanguardia, si trasformano in qualcosa di straordinario regalando una nuova possibilità o un ritorno alla normalità per tantissimi pazienti.

Solo nell'ultima settimana sono stati quattro i pazienti assistiti presso il Centro di chirurgia plastica ricostruttiva, chirurgia della mano e microchirurgia della ASST di Monza. Tuti loro, con storie drammatiche alle spalle, sono stati accolti e operati dallo staff diretto dal dott. Massimo Del Bene.

Interventi al San Gerardo

Nella notte di domenica è arrivato a Monza A.M.D., 50 anni, originario del Bangladesh, aggredito sabato 22 luglio all’interno del «Milan Bangla Sas», una piccola agenzia di viaggi, phone center e money transfer a Milano in via Petrella a pochi metri dalla stazione Centrale. In seguito ad un litigio, il suo aggressore gli ha amputato l’orecchio sinistro. Dopo il ricovero all’ospedale Niguarda il 50enne è stato trasferito a Monza dove è stato sottoposto ad un intervento di reimpianto microchirurgico. L’orecchio è stato posizionato, salvaguardando la cartilagine in maniera provvisoria, in attesa del definitivo riposizionamento. L’operazione è stata eseguita dal dott. Pierfrancesco Cadenelli e dal dott. Pietro Delle Femmine.

Toccante e drammatica anche la storia di M.H., 18 anni. Il ragazzo, un cittadino richiedente asilo del Ghana, giunto con un barcone dalla Libia, ha subito pesanti torture durante la permanenza in un centro di detenzione per un anno e mezzo prima di arrivare in Italia. Qui i suoi aguzzini, con lo scopo di estorcere soldi alla famiglia per la sua scarcerazione, lo hanno sottoposto a torture psicologiche e fisiche con martellate sulle mani che gli hanno distrutto tutte le ossa. Per lui è stato previsto un piano di recupero microchirurgico per il recupero della funzionalità di entrambe le mani.

Una storia analoga è quella di M.D., 20 anni, originario della Nigeria e arrivato all’ASST di Monza attraverso il Centro di Accoglienza di Lecco. Per un anno e mezzo è stato torturato in Libia. I suoi aguzzini gli hanno gettato addosso della benzina e poi gli hanno dato fuoco. Il ragazzo ha riportato una deformità post traumatica alle mani che non gli permette di articolare i movimenti, il viso deturpato, la retrazione del labbro e ustioni sparse sul torace e sul resto del corpo.

Il Centro della ASST di Monza funge anche da consulente per diversi ospedali della Lombardia. Tra questi l’ospedale Niguarda di Milano, dove Del Bene ha operato un profugo 18enne. A Ventimiglia, il ragazzo ha attraversato il confine francese attraverso il Fréjus. L’amico che era con lui però si è trovato in serie difficoltà nella neve. Così il 18enne non ha esitato ad aiutarlo riportando però il congelamento delle mani. La conseguenza è stata l’amputazione di tutte e 10 le dita.

Asst di Monza all'avanguardia

“Interventi complessi, delicati e di successo come questi – sottolinea il direttore generale della ASST di Monza Matteo Stocco – portano il San Gerardo alla ribalta della cronaca, mettendo in luce i nostri professionisti che ogni giorno operano con competenza senza clamore. È così che anche l’ordinario diventa straordinario grazie ai nostri chirurghi”.

“Eseguiamo circa 3mila interventi l’anno – racconta il primario – tra cui almeno 5/6 urgenze al giorno, senza contare le numerose consulenze in diversi ospedali della Lombardia. Il nostro staff è composto da 9 persone, reperibili 24 ore su 24, prevalentemente giovani, con un’età media molto bassa, circa 35 anni, il che fa ben sperare per il futuro della sanità lombarda. La ASST di Monza in questo già si contraddistingue, avendo un consolidato centro di chirurgia plastica ricostruttiva, chirurgia della mano e microchirurgia”.

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