Sassi su un'auto dal ponte della Milano-Meda: “Come una bomba”

A raccontare l’episodio è la stessa vittima, una donna di Cesano Maderno. La sua auto, sabato notte, è stata centrata da un sasso lanciato da un ponte della Milano-Meda. Ignoti, al momento, gli autori del gesto. Le foto

L'auto di Carolina distrutta

Pochi centimetri più in là e sarebbe finita diversamente. Qualche auto in più in strada e l’epilogo sarebbe stato un altro. Tragico. Perché Carolina, quando ha sentito il boato, ha chiuso gli occhi terrorizzata mentre la sua auto continuava a viaggiare spedita sulla Milano-Meda. Su quella strada che qualcuno ha deciso di trasformare in un poligono di tiro, con i sassi lanciati come proiettili contro le macchine, “trasformate” in bersagli. 

“Era l’1.30 di notte, ero praticamente da sola in strada e ho sentito un rumore come se fosse esplosa una bomba”. A parlare è Carolina, una donna di Cesano Maderno che tutti i giorni, o quasi, percorre la Milano-Meda per arrivare a Bregnano, dove lavora. Andata e ritorno: tutti i pomeriggi e tutte le notti. 

Proprio come la notte di sabato scorso, quando la sua strada si è incrociata con quella di qualche “pirlotto” - così lo definisce lei - che ha deciso di lanciare un sasso da un ponte sulla nuova bretella della superstrada. 

“All’improvviso ho sentito un boato e ho chiuso gli occhi - racconta a MonzaToday -. Per fortuna davanti a me non c’era nessuno. All’inizio ho pensato che fosse esplose una gomma, poi quando mi sono ripresa dallo choc ho visto il parabrezza rotto e ho creduto che il vetro si fosse spaccato per il contrasto tra il caldo dell’auto e il freddo dell’esterno”. 

La verità, però, era un’altra. La verità era che un sasso di più di un chilo di peso aveva centrato in pieno il parabrezza lato passeggero della sua macchina mentre passava nei pressi di un ponte all’altezza del territorio di Birago. “Quando mio marito è tornato a casa, pochi minuti dopo di me, si è accorto che in auto c’era la pietra e che le schegge del vetro erano tutte sul sedile. Però - ammette - a quel punto abbiamo potuto fare poco”. 

Anzi, una cosa da fare c’era. “Ho deciso di rendere pubblico quello che mi è successo - spiega - per far sì che chi può fare un percorso alternativo lo faccia. Ci sono in giro madri con bambini ed è evidente che su quella strada ci sia anche qualche pirlotto che si diverte così”. 

Alla fine, confessa a MonzaToday, “mercoledì sono andata dai carabinieri e ho sporto denuncia. Anche se è una denuncia contro ignoti e - conclude - non so a quanto servirà”. 

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