Scossa di terremoto, studenti evacuati ma solo in alcuni istituti

Reazioni diverse alla scossa di terremoto che questa mattina ha colpito anche la Brianza, si sono registrate negli istituti scolastici della città. Evacuate la Andersen e la Manzoni. In classe invece gli studenti della Da Vinci, Olivetti, Gustavo Bruni e Zucchi.

Il liceo Zucchi di Monza

MONZA - Quindici secondi di tensione. Ma solo per chi è riuscito ad avvertire la scossa che questa mattina alle 9 ha toccato anche i territori della Brianza. Non tutti infatti sono riusciti a percepirla. Se in Emilia, luogo dell’epicentro, il terremoto ha provocato altre vittime e numerosi danni, a Monza il tremore della terra ha scatenato solo spavento e qualche nota di tensione. Differenti le reazioni degli istituti scolastici della città. In molti infatti hanno ritenuto di dover tenere in classe gli studenti e applicare le norme di sicurezza direttamente in aula. Mentre altre scuole hanno invece preso la decisione di evacuare studenti e personale nei cortili e nei giardini interni. Singolare il caso della scuola materna Andersen di via Tazzoli. Il responsabile della sicurezza nonché dirigente scolastico era infatti ancora in viaggio verso il suo ufficio al momento della scossa. La decisione di evacuare ha dovuto pertanto essere presa dalla referente alla sicurezza, Annamaria Santambrogio. “Avevamo poche istruzioni – ha riferito la maestra -. Abbiamo improvvisato un’evacuazione sia dei bimbi dai tre ai cinque anni che di quelli del nido. Quasi 200 bambini da far spostare dalle classi al cortile interno. È stata dura, più che altro il rientro si è rivelato davvero difficoltoso, gli alunni erano agitati. Abbiamo trascorso quasi un ora all’esterno delle aule, quando ho saputo che le altre scuole dell’istituto comprensivo, ossia la Sabin e la Alfieri, avevano fatto rientrare i piccoli, ho dato disposizione di ritornare alla normalità. Erano tutti irrequieti, correndo due bimbi si sono anche scontrati, picchiando la testa”.

Più organizzata invece l’evacuazione delle elementari di via Mameli, la Alessandro Manzoni. “La scossa non l’abbiamo avvertita molto – ha dichiarato Emilia Magni, responsabile della sicurezza -, solo al secondo piano si è sentito qualcosa. Abbiamo deciso comunque di evacuare. Siamo rimasti fuori dieci minuti, giusto il tempo di telefonare ai vigili. Quando abbiamo capito che non vi era pericolo abbiamo organizzato il rientro. I bambini erano preparati, abbiamo tenuto diversi corsi pratici durante l’anno con prove di evacuazione a sorpresa. Inoltre due classi non erano presenti poiché in gita. Nell’istituto c’erano solo un’ottantina di alunni”. Unicamente azioni di prevenzione rischio invece in via Lecco. Sia l’istituto superiore Olivetti che la scuola materna privata Gustavo Bruni hanno infatti deciso di tenere i propri studenti in classe. “Non abbiamo nemmeno sentito la scossa – hanno raccontato dalla materna –. La nostra scuola è molto solida, ha attutito bene il colpo. Solo al quinto piano abbiamo visto muoversi lampadari e mobili”. Indifferenti anche i ragazzi dell’istituto professionale. “Alcuni ragazzi ai piani superiori hanno avvertito il tremolio – ha commentato Antonio Bonerba, vice preside dell’Olivetti -, gli altri invece hanno continuato le loro attività. Abbiamo seguito le norme di gestione dei rischi. I professori hanno chiesto ai ragazzi di posizionarsi sotto i banchi per evitare ferimenti. La situazione è stata gestita egregiamente, senza scene di panico”. Nemmeno in centro la scossa è riuscita a provocare scene di terrore. I ragazzi dello Zucchi hanno infatti concluso le loro normali attività scolastiche, senza troppi intoppi.

 

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Evitata l'evacuazione anche alla Leonardo da Vinci, scuola media di via Monte Amiata. "Oggi si stavano svolgendo alcuni lavori di manutenzioni alle tubature - ha dichiarato la vice-preside Marina Franco -. Sarebbe stato più pericoloso mandare i ragazzi in giardino. Abbiamo deciso di lasciarli in classe. Alcuni inoltre non si sono nemmeno accorti del possibile pericolo".

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