menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Nasce in Brianza la prima scuola di danza riservata alle persone cieche e ipovedenti

Il progetto si chiama "Svista Dance". A idearlo la ballerina ipovedente Virginia Fumagalli: "Quando ballo mi sento libera e ho piena coscienza del corpo e dello spazio"

Quando era una bambina la mamma e il papà l’avevano iscritta a un corso di danza. Erano certi che il ballo avrebbe aiutato quella postura non proprio corretta e quei disturbi della vista che, fin dalla tenera età, avevano iniziato a manifestarsi. Mamma e papà avevano colto nel segno, e per la piccola Virginia la danza sarebbe diventata ben presto qualcosa di più rispetto a una semplice passione; sarebbe diventata un vero e proprio lavoro. L’inaugurazione della sua scuola, la formazione di centinaia di giovani ballerine, fino a quando la vista le ha impedito di continuare a ballare.

"Sulle punte ci muoviamo liberi senza paura degli ostacoli"

Ma oggi Virginia ritorna sulle punte e inaugura un sogno che da anni cullava: la creazione di una vera e propria scuola di danza per le persone con disabilità visiva. Una storia di speranza e di passione per il ballo quella che sta dietro al progetto “Svista Dance” ideato all’interno dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Monza dalla ballerina monzese Virginia Fumagalli, e realizzato grazie al sostegno della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza. Virginia, insegnante ipovedente, indosserà nuovamente il tutù e le scarpette insieme alle sue colleghe Cinzia Manzoni e Valentina Bertani, anche quest’ultima disabile visiva.  “Ho ricominciato a danzare da alcuni anni – spiega Virginia Fumagalli a MonzaToday -. È una sensazione meravigliosa, così come quando danzavo che ero una bambina. La danza mi ha aiutato tantissimo: sia da punto di vista fisico che psicologico. Quando si danza ci si sente liberi nello spazio, senza la paura costante che una persona ipovedente o non vedente ha di inciampare in qualche ostacolo. Si prende coscienza del proprio corpo e dello spazio che lo circonda”.

Un progetto unico a livello nazionale

A scanso di pregiudizi la ballerina brianzola conferma che per ballare, così come per praticare altre forme di sport, la vista non è un senso indispensabile. “Naturalmente bisogna prendere dei precisi accorgimenti – continua -. Accorgimenti che noi con disabilità visiva abbiamo appreso sul campo e possiamo poi trasmettere ai nostri allievi”. Di scuole come quella monzese, Virginia e le altre insegnanti non ne hanno trovate. "In Italia assolutamente no - conclude -. Progetti simili al nostro sono in Brasile e a New York. Naturalmente cercheremo di metterci in contatto con le nostre colleghe".  Per informazioni e iscrizioni telefonare all’Uici di Monza allo 039.2326644.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Il supermercato alle porte della Brianza dove 'si fa la spesa gratis'

Coronavirus

Per la Lombardia sarà l'ultima settimana in zona arancione?

social

Besana Brianza, in coda per il vaccino c'è Maurizio Vandelli

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • social

    Come funziona la truffa del pacco (e come difendersi)

  • Economia

    Validità e regole per il bonus vacanze 2021

Torna su

Canali

MonzaToday è in caricamento