Giovane ucciso a Milano sul filobus, gli amici raccolgono fondi per rimpatriare la salma

Mouhssine, giovane di origine marocchina giunto in Italia a novembre, a giugno viene ucciso durante una lite su un filobus. I volontari monzesi che operano in stazione centrale raccolgono fondi per far riportare la salma in Marocco. Lanciano un appello in rete che diventa subito virale

A giugno lo uccidono sul bus, adesso la Procura della Repubblica di Milano, rintracciato e arrestato uno dei colpevoli, permette alla famiglia di riportare a casa la salma del figlio. Ma il viaggio fino in Marocco costa 2.400 euro, cifra che la madre non può permettersi di pagare.

In aiuto di questa mamma marocchina disperata arrivano gli amici italiani del giovane assassinato che hanno promosso una raccolta fondi per riportare la salma in Africa. Un appello che è diventato subito virale. A promuoverlo la monzese Amrita Ceravolo, a capo dell’associazione Foodforall, che ogni domenica prepara e distribuisce il pranzo ai senzatetto della stazione centrale di Milano.

Proprio tra quel gruppo di uomini e ragazzi con storie di solitudine e di disperazione alle spalle aveva conosciuto Mouhssine, un giovane di 29 anni, originario del Marocco, giunto in Italia alla fine di novembre attraverso la tratta dei Balcani alla ricerca di un futuro migliore. A metà giugno a Milano trova la morte: una coltellata mortale sul tram 91, in seguito a un litigio con alcuni stranieri.

Amrita e i suoi volontari sono sempre stati vicino agli amici del giovane e alla famiglia che, dal Marocco, attendeva il ritorno della salma. In questi mesi Mouhssine si era fatto voler bene dai volontari. Il gruppo adesso vuole garantirgli il suo ultimo viaggio e restituirlo alla madre che da due mesi si dispera. Chi vuole contribuire all’iniziativa può mettersi in contatto con Amrita Ceravolo inviando un’email a scuolasathya@gmail.com o tel. 338.7053573.

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