rotate-mobile

Sequestrata la farmacia che in Brianza faceva tamponi falsi

Le indagini partite in estate grazie alla segnalazione di una mamma

I carabinieri della stazione di Besana Brianza, su disposizione dell’autorità giudiziaria di Monza, hanno messo i sigilli a una farmacia di Renate. Si tratta della stessa chiusa già un mese fa per la mancata regolarizzazione degli obblighi vaccinali dei titolari che non avevano completato il ciclo di somministrazione e per questo erano stati sospesi dall’ordine dei farmacisti.

Questa volta l'accusa è, come riuferiscono i militari dell'Arma, di avere eseguito tamponi falsi perché eseguiti e mai arrivati in laboratorio per l’analisi. E un referto - nero su bianco - sempre negativo, almeno nei casi contestati. Un documento che nel pieno di una pandemia mondiale ha consentito a persone che potenzialmente potevano essere positive al covid di spostarsi liberamente e, in alcuni casi, di ottenere anche il green pass. E ora per la farmacia è scattato il sequestro preventivo e per i farmacisti che l’avevano in gestione - due fratelli - è arrivata una denuncia.

I primi sospetti questa estate

Prima ancora della chiusura di dicembre i carabinieri avevano iniziato a indagare sulla farmacia di Renate. La scorsa estate una mamma si era presentata in caserma per sporgere una denuncia perché preoccupata per delle anomalie sul referto del tampone molecolare eseguito dal figlio. Il giovane, di rientro da un viaggio, si era sottoposto al test ma il referto tardava ad arrivare e quando è stato poi consegnato alla donna - dotata di un occhio attento anche grazie alle proprie competenze professionali in materia - è apparso subito strano. E la signora si è insospettita proprio perché il referto, tra le altre cose, riportava la firma dello stesso farmacista. A quell'esito poi ne è seguito un altro, con la dicitura di un secondo laboratorio di analisi. Il tampone del ragazzo però - secondo quanto poi accertato - non era mai arrivato in nessun laboratorio per essere analizzato. Ma alla donna era stato consegnato un referto di negatività. E in totale, sulla scorta dei materiali e della documentazione sanitaria e informatica acquisita dai carabinieri brianzoli insieme ai colleghi del NAS di Milano, risultano una quindicina i tamponi sospetti, mai arrivati in alcun laboratorio.

“La gravità di tale condotta è evidente visto che è in corso da quasi due anni una pandemia e che l’esito negativo falso di un tampone ha conseguenze gravissime in termini di diffusione del virus da parte di soggetti potenzialmente positivi, che circolano liberamente (e che in tal modo ottengono anche il green pass)” spiegano dal comando provinciale dei carabinieri di Monza e Brianza.

Falsificate anche analisi tumorali

Non solo tamponi falsi. In un caso è stata accertata la falsità di un prelievo di un esame finalizzato alla ricerca dell’antigene prostatico per la diagnosi dello stato di un paziente che era stato affetto da tumore. L’uomo, sottoponendosi a una analisi di controllo aveva poi ricevuto un referto con dei valori sospetti, vicini alla soglia di “allarme” che lo hanno fatto preoccupare. E così si è sottoposto a un nuovo esame, in un altro centro.

E il risultato, fortunatamente, era molto diverso. “In relazione a quanto accertato, sussistendo un concreto e attuale pericolo che giustifica l’esecuzione della misura cautelare in argomento e atteso che, la libera disponibilità della farmacia, con prosecuzione della somministrazione di medicinali e di tamponi per la ricerca del Covid, possa aggravare le conseguenze del reato o agevolare la commissione di altri, è stato ritenuto doveroso impedire la prosecuzione dell’attività di falsificazione” si legge nella nota diffusa dall’Arma.

Si parla di

Video popolari

Sequestrata la farmacia che in Brianza faceva tamponi falsi

MonzaToday è in caricamento