Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Sequestrati beni agli eredi di Salvatore Izzo: anche a Monza e in Brianza

Il valore supera i 16 milioni. Erano già stati sequestrati a Izzo, deceduto durante il processo a suo carico.

Un patrimonio (immobiliare e finanziario) stimato in più di 16 milioni di euro è stato sequstrato agli eredi di Salvatore Izzo, campano trapiantato in Brianza, coinvolto in inchieste sul contrabbando, il riciclaggio e la ricettazione. L'operazione (della direzione distrettuale antimafia e della guardia di finanza di Milano) prende il via da un precedente sequestro degli stessi beni effettuato tempo fa dalla guardia di finanza monzese. In quella occasione, fu colpito direttamente Izzo, imputato a un processo sull'usura e il riciclaggio.

Durante il processo Izzo è deceduto, pertanto il procedimento a suo carico si è estinto perché un morto non può essere processato. La compagna e i due figli, eredi di Izzo, avrebbero dovuto rientrare in possesso dei suddetti beni, a meno che nel frattempo non si riesca a dimostrare la loro illecita provenienza: e rapide indagini della dda e dei finanzieri milanesi hanno permesso di confermarla.

Spicca, tra i beni sequestrati, un immobile di cinque piani a Muggiò, adibito ad albergo, oltre a un immobile a Monza e a due complessi immobiliari a Carate Brianza. E poi due uffici a Milano in corso Venezia, altri uffici a Pioltello, una villa in provincia di Pescara, polizze assicurative e crediti vari, ma anche due società immobiliari (una a Monza e una a Milano), oltre a due appartamenti a Coldrerio (nel Canton Ticino) e quasi cinque milioni di euro depositati su conti bancari accesi a Lugano.

A ottobre l'udienza per discutere di questi sequestri, che diventeranno vere e proprie confische definitive se gli eredi di Salvatore Izzo non saranno in grado di provare la liceità della provenienza dei beni.

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