Diamanti, quadri di Renoir e Rubens e auto di lusso: la vita da re del truffatore trasformista

Maxi sequestro della polizia a un truffatore: sotto sigilli beni per 2 milioni di euro. I fatti

Faceva la bella vita nonostante le dichiarazioni dei redditi sua e dei suoi familiari fossero tutto sommato "normali". Si concedeva lussi e sfizi tipici di chi i soldi li ha e anche tanti. E alla fine la polizia è riuscita a capire e dimostrare perché. 

Maxi sequestro degli agenti della Divisione Anticrmine della Questura di Milano, che giovedì mattina hanno messo le mani su beni per un valore di oltre due milioni di euro di proprietà di Nenad Jovanovic, un uomo di 46 anni conosciuto in Italia con diversi alias, e specializzato nelle truffe rip-deal. 

Il re del rip-deal

Il 46enne, stando a quanto messo nero su bianco dai poliziotti, sarebbe stato un vero e proprio "re" dei raggiri. La sua specializzazione erano i colpi rip-deal: in sostanza, presentandosi come un facoltoso commerciante d'arte o un diplomatico, riusciva a rifilare alle sue vittime valigette piene di carta straccia - spacciata per Euro - in cambio di soldi veri, quasi sempre di valuta straniera.

Il colpo era "semplice": il truffatore durante un affare per l'acquisto di beni di lusso prometteva all'interlocutore anche di cambiargli il denaro a un tasso molto vantaggioso ma poi al momento dello scambio - che arrivava solo dopo una serie di appuntamenti - riusciva a sostituire la valigetta coi soldi veri con una piena di banconote false e spariva. 

La carriera del "trasformista"

L'ultimo colpo di Jovanovic era avvenuto a fine dicembre, quando era riuscito a portar via un diamante dal valore di oltre 3 milioni di euro dando al venditore un borsone piene di banconote da 200 euro false durante un incontro nella hall di un albergo del centro di Milano. 

Ma la carriera del "re del rip-deal" è lunga. Nel 2002, fingendosi un professionista italiano ed utilizzando un fax intestato ad una società di investimenti, aveva raggirato il proprietario di un palazzo in Austria ed era riuscito a sfilargli 90mila euro in contati. Cinque anni era stato segnalato dall'Interpol per truffe commesse in Germania, Svizzera e Austraa con la falsa identità di Claudio Moro. 

L'anno dopo era invece stato arrestato per aver rubato la “Sacra famiglia” di Peter Paul Rubens e “La Fanciulla Sul Prato” di Pierre Auguste Renoir, valutate 26 milioni di euro. In quell'occasione Jovanovic si era spacciato per un rabbino israeliano rappresentante della comunità ebraica milanese e aveva incontrato i venditori in alcuni locali che si trovano accanto al Consolato albanese a Monza. Dopo aver fatto depositare i quadri in un locale del presunto consolato, aveva condotto le vittime in un’altra stanza e con una scusa si era allontanato sottraendo le opere d’arte, poi recuperate all’interno di un campo nomadi del Nord Italia.

La vita da nababbo 

"Nel corso di questi anni Jovanovi - scrive la Questura - ha mantenuto un elevatissimo tenore di vita, con abiti griffati, gioielli ed autovetture di grossa cilindrata, come una Ferrari 360 Modena Spider e un Audi A6, anche per rendersi credibile nelle sue false identità di uomo d’affari o di facoltoso collezionista di opere d’arte".

I poliziotti giovedì mattina gli hanno sequestrato un appartamento di 8 vani a Trezzano e un'altra casa a Sedriano, una Mercedes classe A Amg, gioielli, diamanti e rapporti bancari. Il sequestro è stato decretato dal tribunale meneghino su richiesta del questore di Milano, Sergio Bracco. 

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