Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca / Seregno

L'80enne perseguita la vicina di casa: il giudice lo obbliga a cambiare comune

L'anziano perseguitava e pedinava la sua vicina e lasciava biglietti offensivi sotto la porta della casa della donna

Da quasi un anno la donna non aveva pace. Il suo vicino di casa - un uomo di 80 anni - avrebbe continuato a perseguitarla con ingiurie e bigliettini offensivi. Fino a quando lei, una 55enne, si è rivolta ai carabinieri e ha denunciato tutto. Adesso i carabinieri della Compagnia di Seregno hanno eseguito il provvedimento del divieto di dimora nei confronti dell'80enne brianzolo il quale, già gravato dalla misura del divieto di avvicinamento, avrebbe comunque  continuato a molestare e perseguitare la sua vicina.

Pedinamenti e biglietti offensivi 

Secondo le informazioni fornite dagli uomini dell’Arma la vita della donna era diventata un inferno. Da quando, durante il lockdown, quell’uomo si sarebbe innamorato di lei. Un sentimento non corrisposto e da giugno l’anziano avrebbe iniziato a perseguitarla con appostamenti e pedinamenti fino (quasi) ad investirla con la moto. L’80enne da ottobre, con condotte reiterate a cadenza abituale, avrebbe continuato a ingiuriare, molestare e minacciare la donna. La insultava con grida dal proprio appartamento, anche di notte. Le lasciava sotto la porta di casa biglietti scritti a mano offensivi e minacciosi. La donna, esasperata e impaurita, sarebbe stata costretta anche a rivoluzione la sua vita quotidiana e le sue abitudini pur di evitare di incontrare quell’uomo. Arrivando, persino, a pensare di cambiare casa.

Una prima condanna

Il giudice per le indagini preliminari di Monza, su proposta della locale Procura della Repubblica, ha applicato la più grave misura del divieto di dimora concordando sulla sussistenza di gravi indizi di colpevolezza dell’uomo e ravvisando al contempo concrete esigenze cautelari. I carabinieri hanno specificato che il giudice ha osservato che il pericolo di reiterazione criminosa specifica è indubbiamente sussistente, come dimostrato anche dalle vicende che hanno portato alla condanna in primo grado per il medesimo reato commesso sempre nei confronti della donna e dove, all’esito del giudizio abbreviato, l’80enne era stato condannato alla pena di un anno e 8 mesi.

La decisione del giudice

Gli indizi raccolti dai carabinieri e consegnati al pm  hanno evidenziato un’escalation di aggressività e la contestuale totale inefficacia delle precedenti misure giudiziarie e detentive convincendo appieno il gip dell’inidoneità di ogni altra misura cautelare, compresa quella degli arresti domiciliari che, addirittura, avrebbero potuto avere anche effetti opposti con l'uomo costretta a casa giorno e notte. Il giudice ha quindi ritenuto che, nel caso in questione, l’unico modo per scongiurare il rischio fosse quello di imporre all’80enne il divieto di dimorare nel comune di residenza che, nella situazione data, rappresenta irrinunciabile presidio di salvaguardia, prevalendo inevitabilmente sulle esigenze di alloggio dell’indagato. Pertanto, l’uomo, ricevuta nei giorni scorsi la notifica del provvedimento, ha lasciato la propria abitazione per andare ad abitare in un altro comune.

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