L'inchiesta dell'Espresso fa tremare la Brianza

Il giornalista Fabrizio Gatti sequestrato dal vicepresidente di Confindustria Monza e Brianza. Trema la giunta del comune brianzolo

Mario Barzaghi (da L'Espresso)

SEREGNO - Un giornalista chiuso e sequestrato per un'ora. Si tratta di Fabrizio Gatti, cronista d'inchiesta dell'Espresso nativo di Albiate. Gatti si è presentato nella sede della ditta di Mario Barzaghi, vicepresidente di Confindustria Monza e Brianza. Con la telecamera accesa in stile Report, comincia a fare domande sui rapporti con la Simec, azienda  di Cesano Maderno attiva nel ramo del fotovoltaico finita a novembre nel mirino dei magistrati della DIA perchè ritenuta in odore di camorra.

INCHIESTA ESPRESSO, PARLA MARIANI: "NON MI DIMETTO"

L'INTERVISTA -   Nella ricostruzione di Gatti in edicola venerdì con l'Espresso, sarebbero coinvolti direttamente o indirettamente negli affari anche il sindaco di Seregno Giacinto Mariani e il capitano dei carabinieri Luigi Spenga.  Barzaghi di fronte alle domande sempre più incalzanti dà in escandescenze e cerca di impossessarsi del filmato: al rifiuto di consegnarlo, impedisce al giornalista di uscire dall'azienda. 

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LA TELEFONATA - A quel punto Gatti chiama la redazione, e chiede di registrare la telefonata. Comincia un botta e riposta, volano parole grosse e minacce. Arrivano i carabinieri, Gatti finge di spegnere la telecamera. Il filmato si chiude con la voce del capitano Luigi Spenga, che cerca di ricomporre la lite. 

SI DIMETTONO IN SEI: A SEREGNO SI ENTRA IN COMUNE CON 0 VOTI

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TREMA LA GIUNTA - Trema a questo punto la Giunta di Seregno. In una maniera o nell'altra, il sindaco Giacinto Mariani era sopravvissuto a tutti gli scossoni degli ultimi anni, e soprattutto, al caso Gioffrè, il consigliere comunale fratello di un imprenditore minacciato dalla 'ndrangheta, uomo i cui atteggiamenti furono definiti dai magistrati dell'operazione Ulisse "vicini alla connivenza".  "O va via lui, o ce ne andiamo noi" commentò Mariani ai tempi. Entrambi sono ancora al loro posto. 

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