Uccisa a coltellate dal marito in auto davanti al figlio: la crisi di coppia e l'omicidio

Da un paio di mesi i due non vivevano più insieme. Mercoledì l'ultimo incontro per chiarirsi dove luomo si è presentato con un coltello da cucina

C’è un silenzio di tomba nel quartiere che vive tra via Romagnosi e piazza Prealpi. Qui, in un palazzo al secondo piano, viveva Fjoralba Nonaj, 33 anni, la donna di origine albanese uccisa a coltellate sotto gli occhi del figlio di 5 anni dal marito 35enne, di nazionalità marocchina. Nessuno vuole parlare di quella che fino a un paio di mesi fa era una famiglia dove, almeno in apparenza la vita trascorreva serena. In realtà, i vicini di casa si erano accorti che l’armonia nella coppia era venuta meno.

“Litigavano spesso – racconta una donna che vive nello stesso stabile – e spesso lui urlava. Sempre più spesso avevano discussioni molto accese. Lui però non l’aveva mai picchiata”. Ma un’altra vicina di casa dice invece il contrario: “Negli ultimi tempi era diventato sempre più violento, aveva picchiato la moglie e più volte l’aveva minacciata di morte”. La relazione era ormai finita e lei da alcuni mesi era andata a vivere da sola, in un altro appartamento. Tuttavia, la distanza tra le due case era molto ridotta. I due vivevano ancora vicini, e questo complicava le cose. Lui la vedeva spesso, e ancora conservava l’illusione che lei potesse tornare sui suoi passi. Ma non era così. I due si erano sposati cinque anni fa. Un matrimonio d’amore, all’inizio, dal quale era nato anche un bambino. E’ stato lui a pagare il prezzo più alto della fine dell’amore dei suoi genitori. Lui il primo a raccontare alle forze dell’ordine, che erano giunte sul posto, chi era stato a ferire a morte la mamma: “E’ stato papà”.

Una scena che lui non potrà mai più dimenticare, e che segnerà tutta la sua vita. Dai carabinieri è arrivato, pochi minuti dopo, anche il 35enne: “Sono stato io, ha confessato in lacrime ai carabinieri della compagnia di Seregno, distante solo poche centinaia di metri da via Romagnosi. A soccorrere il bambino è stata una vicina di casa di Fjoralba: una donna di 49 anni che ha tenuto stretto il bambino per i lunghissimi istanti in cui i soccorritori hanno tentato di rianimare la donna, e poi l’ha accompagnato in ospedale, insieme a una zia.

A lei ora il Tribunale di Monza l’ha affidato. Da quando si era separata, Fjoralba aveva trovato un lavoro come donna delle pulizie e aveva in mente di condurre una vita indipendente, lontana dal marito.

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