Dalla Brianza al Ghana per curare il Parkinson con una pianta locale: la storia di Serena

La biologa nutrizionista supporta i medici ghanesi nell'estrazione della 'polvere miracolosa’ utilizzata per curare il morbo

Serena Caronni in Ghana

Dalla Brianza fino in Ghana per supportare i medici locali nell'estrazione di una sostanza prodotta da una pianta tropicale, utile per la cura del Parkinson. È il viaggio intrapreso dalla giovane dottoressa Serena Caronni, biologa e nutrizionista di Seveso entrata a far parte del team del professor Gianni Pezzoli, direttore del Centro Parkinson e Disturbi del Movimento dell’ospedale, che da anni porta avanti in Africa uno studio sull’utilizzo della polvere estratta dalla Mucuna pruriens.

Il progetto per la cura del Parkinson in Africa

A soli 27 anni, dopo aver collaborato per anni con il Gaetano Pini, la dottoressa ha scelto di recarsi in Ghana per partecipare al progetto che vede l'utilizzo della pianta per curare i pazienti affetti da Parkinson. “Ho sempre avuto il sogno di lavorare in Africa – ha affermato la nutrizionista – e sin dal primo giorno in cui ho messo piede al Centro Parkinson, prima per un tirocinio pre laurea e poi per il mio progetto di tesi con la dottoressa Michela Barichella, ho chiesto di essere inclusa nella sperimentazione della Mucuna pruriens”.

Serena Caronni era già andata più volte in Ghana insieme alla neurologa Francesca Del Sorbo e al dottor Roberto Cilia, neurologo e responsabile scientifico del progetto. Il suo compito, durante i soggiorni in Africa, è stato quello di affiancare i colleghi nella somministrazione della Mucuna pruriens e nell’estrazione della polvere dal seme. “È un processo molto semplice, nel segno della sostenibilità - spiega la giovane biologa –. La Mucuna infatti è una pianta tropicale che cresce spontaneamente in Africa, dove è considerata infestante, e che può essere facilmente coltivata nel giardino di casa. All’interno del frutto di questa pianta si trova la levodopa, il principio attivo con cui in Occidente curiamo chi è affetto dalla Malattia di Parkinson. Basta semplicemente tostare il seme in una padella, aspettare che si schiuda, estrarre la parte interna, macinarla fino a ridurla in polvere e mescolare la polvere in acqua”.

La polvere miracolosa estratta da una pianta locale

Nel giro di pochi minuti dalla somministrazione si notano subito gli immediati miglioramenti, racconta la dottoressa 27enne: “Gli effetti della Mucuna sembrano miracolosi perché spesso i malati in Ghana non hanno mai assunto nessun farmaco per combattere i sintomi del Parkinson e lo stadio della malattia è spesso molto avanzato. In molti muoiono di Parkinson”. Le dosi di Mucuna sono somministrate dai neurologi del team del professor Gianni Pezzoli.

Il dottor Roberto Cilia, responsabile del progetto, racconta: “Prima di arrivare in Africa, abbiamo lavorato a lungo in Bolivia, dove questa sperimentazione è già in atto da molto tempo e dove abbiamo imparato a dosare la Mucuna in modo da poter sopperire ai farmaci tradizionali. Solo il 10% di chi è affetto dalla Malattia di Parkinson in Ghana riesce infatti ad avere accesso ai farmaci a base di levodopa. Grazie alla Mucuna, tutti i malati potrebbero curarsi a costo zero”.

Il primo passo per la riuscita del progetto è stato quello di coinvolgere e formare il personale medico locale: “Sono rimasta piacevolmente sorpresa da come funzionano gli ospedali in Ghana –racconta Serena Caronni – soprattutto grazie ai medici eccezionali che ho incontrato che hanno a cuore il benessere dei pazienti. I medici in Africa vivono il loro lavoro davvero come una missione e i pazienti sono sempre riconoscenti per le cure ricevute, al di là dell’efficacia”.

I risultati di un rimedio a costo zero

A febbraio 2018 è stato pubblicato un lavoro di confronto tra la terapia tradizionale e quella con la Mucuna pruniens effettuato presso una clinica in Bolivia, dove la neurologa locale utilizzava la polvere tostata come fonte di levodopa per trattare i pazienti con la malattia di Parkinson che non potevano permettersi di acquistare le terapie farmacologiche standard. Durante lo studio le terapie sono state entrambe somministrate, secondo una sequenza casuale (randomizzata), agli stessi pazienti per otto settimane. I 14 pazienti che hanno partecipato allo studio erano affetti da malattia di Parkinson con fluttuazioni motorie e movimenti involontari. i risultati hanno confermato che la terapia a base di semi di Mucuna è efficace e sicura tanto quanto un preparato farmaceutico nel controllare la sintomatologia motoria. A dirlo l'ospedale Gaetano Pini di Milano.

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