Sesso con ragazzini, l'indagine "Baby Parking" arriva anche in Brianza

Insieme alle dieci persone finite agli arresti domiciliari con l'accusa di prostituzione minorile c'è anche un uomo di Muggiò

Tra gli arrestati anche un prete di Solza

Il primo contatto avveniva online, dove i ragazzini si presentavano come maggiorenni. Poi, bastava la promessa di soldi o piccoli regali per convincere le vittime ad avere rapporti sessuali in auto o negli appartamenti privati dei "clienti". I contatti con gli adulti avvenivano sul sito d’incontri Badoo, a cui i giovani si erano iscritti fingendo di essere maggiorenni. Una volta stabilito un rapporto virtuale con gli adultii, gli adolescenti ammettevano di non avere ancora compiuto 18 anni. In chat si stabilivano orario e luogo degli incontri, che nella maggior parte dei casi avvenivano nei parchi e nei parcheggi interrati dei centri commerciali, ma anche al cimitero di Bergamo e in alcune occasioni anche a casa degli adulti.

L'indagine "Baby Parking" ha condotto all'arresto di undici persone - ora ai domiciliari - con l’accusa di prostituzione minorile continuata dai carabinieri di Brescia nelle province di Bergamo, Milano, Pavia e Monza. Secondo le indagini dei militari, iniziate ad agosto dell’anno scorso, gli uomini finiti in manette avrebbero avuto numerosi rapporti sessuali con quattro ragazzini, tutti di età tra i quattordici e i diciassette anni. Dopo aver preso accordi sui social, gli incontri sessuali - secondo quanto documentato dai carabinieri - avvenivano nei parcheggi dei centri commerciali, nei pressi di un cimitero in provincia di Bergamo o a casa degli stessi arrestati, che - secondo i militari - erano a conoscenza dell'età dei loro partner.

In dei casi, alcuni degli indagati - venti in tutto - avevano poi rinunciato ai rapporti dopo aver scoperto che di fronte a loro c'erano poco più che bambini. Tra le persone finite in manette ci sono un uomo di Muggiò, un prete di Solza, nella bergamasca, un allenatore di calcio giovanile di Treviglio e un agente di polizia locale di Boltiere. Nei guai è finito anche un cinquantaseienne sieropositivo con l’accusa di prostituzione minorile continuata per aver avuto rapporti sessuali con quattro ragazzini, tutti minorenni. Le manette per lui, residente nel bresciano, sono scattate in anticipo - il sedici gennaio scorso - perché “andava fermato subito”.

A incastrarlo, nell’ambito della stessa inchiesta che ha portato ai fermi di giovedì mattina, era stata la polizia locale di Montichiari, che a casa sua aveva trovato decine e decine di contatti telefonici annotati sul cellulare e su alcune agende. Erano stati gli stessi agenti, poi, a diffondere il suo nome - Claudio Tonoli - per convincere le potenziali vittime a farsi avanti e a confessare. La paura, grandissima, è che decine e decine di ragazzi abbiano avuto rapporti non protetti con quell’uomo, sieropositivo dal 1997, che - secondo quanto accertato dalle indagini - agiva “per vendetta”, con il solo scopo di punire chi aveva infettato lui. L’appello dei vigili era servito, e serve, per permettere a tutti i giovanissimi che hanno avuto contatti con il cinquantaseienne di sottoporsi alle analisi necessarie. 

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Tra gli accusati ci sono impiegati, assicuratori, idraulici, allevatori e anche ‘insospettabili’ padri di famiglia. Le persone indagate in stato di libertà sarebbero invece circa una ventina (tra cui un volto noto della televisione).

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