Vaprio d'Adda, svolta nelle indagini: Sicignano sparò in casa

I primi, parziali, esiti degli accertamenti hanno confermato il racconto del pensionato che la notte del 20 ottobre uccise un ladro albanese nella sua abitazione

L'accusa di omicidio volontario per il pensionato di Vaprio d'Adda che sparò a un ladro albanese la notte del 20 ottobre scorso potrebbe presto essere derubricata.

I primi, parziali, accertamenti balistici infatti hanno confermato il racconto di Francesco Sicignano che ha sempre sostenuto di aver sparato in casa al 23enne Gjergi Gjioni, che era penetrato nella sua abitazione alle porte della Brianza. I dubbi sulla dinamica che erano emersi subito dopo l'accaduto riguardavano il fatto che il corpo del giovane albanese era stato rinvenuto sulle scale esterne. Sul bossolo trovato nella cucina, però, secondo le analisi effettuate dai Ris di Parma, era presente il dna della vittima e questo confermerebbe l'ipotesi che il giovane sia caduto sulle scale esterne e si sia trascinato agonizzante fuori dall'appartamento.

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Il pensionato resta accusato di omicidio volontario ma, dopo gli esiti della consulenza balistica e di nuovi esami genetici, la sua posizione potrebbe essere derubricata in legittima difesa o in eccesso colposo di legittima difesa. Nel frattempo è stata annunciata la candidatura di Sicignano alle elezioni comunali del 2016 di Milano nella lista di Forza Italia.

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