Cronaca

Una sonda scoprirà il melanoma "ascoltando" il rumore emesso dai nei

Il progetto avviato dall'Università Milano Bicocca. Sarà possibile individuare il melanoma senza esami invasivi, ma semplicemente "ascoltando" i rumori emessi dai nei

Una campagna di raccolta fondi per realizzare quella “penna” capace di individuare precocemente il melanoma, semplicemente attraverso il “suono” generato dai nei. Si chiama “PaMELA”  il progetto di ricerca lanciato dall'Università Milano Bicocca per lo sviluppo di una sonda low cost che consentirà una diagnosi dei melanomi veloce e indolore. Una sonda grande quanto una penna che rivoluzionerà certamente la diagnosi di questa forma tumorale della pelle. Il progetto di ricerca, guidato da Elia Arturo Vallicelli - ricercatore del dipartimento di Fisica Occhialini -  è stato selezionato nell'ambito della terza edizione di Biunicrowd, il programma di finanza alternativa dell'Università Milano-Bicocca, promosso per consentire a studenti, ex studenti, docenti, ricercatori e dipendenti dell'Ateneo di realizzare progetti innovativi e idee imprenditoriali attraverso campagne di raccolta fondi.

La sonda raccoglierà tutti i dati necessari

Per la realizzazione di questo progetto servono 8 mila euro. Fondi che il team impiegherà per mettere a punto il prototipo di una sonda fotoacustica ottimizzata per la diagnosi dei melanomi, rendendo il processo di screening rapido, indolore e a basso costo.   Combinando le competenze dei gruppi di Microelettronica e di Biofisica dell’ateneo e del progetto INFN Proton Sound Detector, il team svilupperà una sonda compatta che utilizzerà un sensore acustico per rilevare il suono generato dal sospetto melanoma nel momento in cui viene illuminato dal piccolo laser e ne ricostruirà la struttura 3D, osservando le parti nascoste sotto gli strati superficiali della pelle. Studiando l’intensità degli ultrasuoni sarà possibile ricavare informazioni sulla densità della melanina, sulla forma e, in particolare, sullo spessore del neo o del melanoma. Il segnale acustico sarà elaborato da un’elettronica analogica che consentirà di amplificarlo e di convertirlo in digitale; un software di elaborazione dati, invece, estrarrà le informazioni dal suono e permetterà all’operatore di visualizzare i parametri del sospetto melanoma.

Il melanoma è uno dei tumori cutanei più rari, ma più gravi

Pur rappresentando una piccola percentuale dei tumori cutanei (meno di uno su dieci), il melanoma è responsabile del 75 per cento dei decessi di tutta la categoria e colpisce in giovane età: in Italia è il terzo tumore più frequente al di sotto dei 50 anni.  Attualmente lo screening dei melanomi è affidato all’esperienza di un dermatologo specializzato che effettua un’ispezione visiva dei nevi cutanei utilizzando il dermatoscopio, una lente d’ingrandimento con luce polarizzata. Lo specialista valuta forma, dimensioni e colore dei nei e in caso di situazione sospetta procede con la rimozione chirurgica e con l’esame istologico del campione di tessuto per valutare l’eventuale presenza di melanoma e misurare il suo spessore. Con il nuovo progetto invece grazie alla sonda foto acustica sarà possibile individuare il melanoma già durante la visita dermatologica.

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