A Sovico scoppia la guerra dello scuolabus: 1.600 no al taglio

I genitori della scuola materna hanno raccolto in poche ore 1600 firme contro la soppressione del servizio di accompagnamento dei piccoli

SOVICO - Da una parte c’è il Comune che vuole tagliare lo scuolabus dei bambini che frequentano la scuola materna «Gianna Beretta Molla». Motivo: «costa troppo». Dall’altra ci sono le famiglie dei piccoli rimasti a piedi, che difendono il servizio a spada tratta. In mezzo, ci sono 1600 firme raccolte in poche ore contro il taglio del servizio. Le firme sono state protocollate al Comune di Sovico. E ora si trovano sulla scrivania del sindaco.

Una bella gatta da pelare per Alfredo Colombo, il primo cittadino del Comune brianzolo di 8100 abitanti che nell’agosto scorso aveva partecipato alla protesta dei sindaci contro i tagli del Governo agli enti pubblici. E, ora, è lui a essere costretto a tagliare.

I genitori sono determinati: «La raccolta di firme andrà avanti. Più aumenteranno, più avremo buone ragioni per chiedere e ottenere il mantenimento in vita del servizio di scuolabus». Per la comunità locale, il servizio non è solo utile. E’ indispensabile. I bambini sono piccoli. Molti genitori lavorano e non hanno la possibilità di portare i figli a scuola. Non solo: alcuni abitano in periferia. Raggiungere la scuola materna per loro significa percorrere alcuni chilometri.

I genitori lamentano anche la mancanza di dialogo e il fatto che, almeno finora, nessuno in Comune si è ancora sognato di riceverli e di dar loro una risposta. Scommettiamo che ora il sindaco avrà almeno 1600 buoni motivi per ricevere nel suo ufficio i papà e le mamme «arrabbiate»?

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