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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Droga e arresti

La casa con la finestra sulla strada dove si spacciava cocaina a ogni ora: 10 arresti

L'indagine

Qualcuno si avvicinava a piedi, fingendo indifferenza, con il telefono all'orecchio e allungava la mano oltre la grata: i soldi e poi la dose. Altri accostavano direttamente in macchina e si allungavano dal finestrino. Un drive-in sempre aperto dove trovare cocaina praticamente quasi a ogni ora del giorno e della notte. Sono dieci le ordinanze di custodia cautelare emesse nell'ambito di una indagine condotta dai carabinieri della compagnia di Sesto San Giovanni coordinata dalla procura di Monza che ha smantellato un'organizzazione dedita allo spaccio di droga attraverso una finestra di un'abitazione, affacciata direttamente sulla strada.

L'indagine

L'indagine è iniziata grazie ad alcune segnalazioni pervenute da cittadini che avevano notato un viavai sospetto di persone da quella "finestra" e sono più di 200 gli episodi di cessione accertati in pochi mesi nel quartiere di via Reali. Giovedì all'alba i carabinieri hanno eseguito l'ordinanza emessa dal gip di Monza Francesca Bianchetti. Nei guai è finita un'intera famiglia "allargata", oltre ad un fornitore e diversi pusher della zona. Il capofamiglia è un padernese di 59 anni che vive insieme alla compagna 27enne in un appartamento al piano terra di uno stabile, dalla cui finestra su via Reali si spacciava cocaina in continuazione. Una specie di drive in della droga: i clienti arrivavano in auto, in moto o in bici; scambiavano droga con denaro attraverso le inferriate, senza scendere nemmeno dal mezzo, e se ne andavano.

Anche consegne a domicilio

Oltre a spacciare droga direttamente dalla finestra ai clienti (non tutti padernesi), la famiglia si occupava anche di consegnarla a domicilio, sia a Paderno sia in città limitrofe come Bollate e Cinisello Balsamo. Delle consegne si occupavano principalmente, ma non solo, la compagna del capofamiglia e un'amica di lei, una 34enne a cui sono stati comminati gli arresti domiciliari. La rete di pusher era costituita da un 47enne ai domiciliari e due 52enni in carcere. Arrestato (e tradotto in carcere) anche l'unico straniero del gruppo, un marocchino di 21 anni collaboratore del fornitore individuato: un padernese di 31 anni, arrestato (in carcere), a cui sono stati sequestrati 400 grammi tra hashish e marijuana.

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