Sparatoria nel pavese, i carabinieri arrestano gli autori dell'omicidio

Il pomeriggio del 4 maggio due italiani si sono resi responsabili di agguato con arma da fuoco nelle campagne di Zibido al Lambro note per lo spaccio: in quell'occasione un marocchino 40enne aveva perso la vita dopo il ricovero in ospedale mentre l'altra vittima era stata trasferita al San Gerardo con l'elisoccorso

I fatti nel pavese

Il pomeriggio del 4 maggio avevano preso in mano un fucile e avevano teso un agguato nelle campagne del pavese, a Zibido al Lambro, a due spacciatori.

In meno di 48 ore i carabinieri si sono messi sulle tracce dei responsabili, hanno ricostruito la dinamica dell'accaduto e rinvenuto l'arma de delitto.

Per i fatti di Zibido al Lambro sono stati arrestati due giovani italiani D. Christian e G. Simone, entrambi del 1992 e residenti uno a San Colombano al Lambro (MI) l'altro a Chignolo Po (PV).

A loro viene contestato l'omicidio di Omar Said, morto al Niguarda poche ore dopo il suo ricovero, a causa di un colpo esploso da un fucile a pallini, e il tentato omicidio del 34enne Catib Abderrahim trasferito in fin di vita al San Gerardo di Monza in elisoccorso

Quel giorno gli italiani avevano sparato ai due dopo un'accesa discussione sorta, secondo quanto gli inquirenti hanno potuto ricostruire per motivi legati al traffico di droga: secondo i carabinieri i due 23enni avrebbero tentato una rapina finita poi male o ancora avrebbero voluto eliminare i concorrenti nell'attività di spaccio da quel territorio che forniva ingenti guadagni.

L'attività investigativa è stata diretta dal Sostituto Procuratore Paolo Mazza della Procura di Pavia e coordinata dal Procuratore Gustavo Cioppa: le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Perulli Luisella sono state eseguite martedì pomeriggio da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Pavia con la collaborazione dei colleghi di San Donato Milanese.

Durante le perquisizioni sono state sequestrate sei armi lunghe da caccia, tra cui quella che si pensa sia stata usata per l’omicidio: tutte le armi verranno inviate al R.I.S. di Parma per determinarne la compatibilità con quella che ha effettivamente sparato e ucciso il 4 maggio.

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