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Speciale Seregno: l'inchiesta di Gatti spezza il sonno della politica

Un intero paese messo a soqquadro da un articolo di giornale. Viene da riflettere, a pensarci bene. La placida quiete brianzola scossa da un brianzolo "emigrato", e dalla velina consegnata al cronista da un informatore fidato

Fabrizio Gatti

SEREGNO - La vita scorreva tranquilla a Seregno. Poi in Brianza arriva da Roma Fabrizio Gatti. Si tratta di un ritorno, dato che Gatti è di Albiate e conosce bene il territorio.  Sarebbe stato saggio preoccuparsi vedendolo materializzarsi da queste parti. Autore di alcune delle inchieste più scottanti e fortunate del settimanale, da quando si finse profugo a Lampedusa a quando entrò nel Policlinico di Roma e mostrò all'Italia il degrado del nosocomio capitolino, non è tipo da muoversi per caso. 

SEREGNO, IN CITTA' SCOPPIA IL "CASO ESPRESSO"

ALLARME - E invece nulla. Non lo conosceva, evidentemente, Mario Barzaghi, titolare della Effebiquattro, il più grande produttore italiano di porte che ha accettato un'intervista con lui sulla crisi del settore legno: il colloquio è rapidamente passato ai legami tra un'azienda di cui era socio, la +Energy, e un'impresa in odore di camorra, la Simec. La "svista" gli è costata la carica di vicepresidente di Confindustria Monza e Brianza, la terza d'Italia, e un fascicolo aperto in Procura per il "sequestro" del giornalista. 

Non lo sapeva il capitano dei carabinieri Luigi Spenga, legato indirettamente alla società con Barzaghi, e che nei giorni successivi all'inchiesta è stato trasferito lontano dalla Brianza dopo un periodo lunghissimo in città, come Monza Today vi ha raccontato in anteprima. Una coincidenza che fa riflettere. 

Non sapeva di certo dell'arrivo di Gatti il sindaco lumbard Giacinto Mariani: l'unico "sopravvissuto" dei tre, anch'egli indirettamente sfiorato dalla ricostruzione. Due mandati, leghista anomalo, è sempre scivolato come un'anguilla tra le mani di chi voleva farlo fuori politicamente: molti di questi stavano nel suo partito. Ora lo aspetta la prova più difficile, restare in poltrona dopo l'abbandono di sei consiglieri comunali e un assessore leghisti. I sostituti li stanno ancora cercando: non sarà facile, i pochi nominabili rimasti in gioco in tutto hanno assommato  la miseria di quattro-cinque voti alle ultime elezioni. 

IL SONNO DELLA POLITICA - Un intero paese messo a soqquadro da un articolo di giornale. Viene da riflettere, a pensarci bene. La placida quiete seregnese scossa da un brianzolo "emigrato", e dalla velina consegnata al cronista da un informatore fidato. La reazione a catena scatenata dal servizio di Gatti ha scardinato equilibri consolidati, gettando luce su una zona di confine che sembra stare al di qua della linea della legalità, ma al di là di quella dell'opportunità istituzionale. Il problema, direbbe qualcuno, è politico.  Se la politica avesse ancora un'etica. 

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