Nella sede della Croce Rossa nasce lo sportello di supporto per i detenuti

Presentato giovedì il nuovo progetto è dedicato a coloro che dopo l’esperienza carceraria rischiano di andare incontro all’emarginazione sociale

E’ operativo da circa un mese e ha già accolto nel progetto due detenuti arrivati a fine pena interessati ad aderire all’iniziativa. A Monza, grazie alla collaborazione tra il Comitato Locale della Croce Rossa e la Casa Circondariale è nato lo sportello di supporto per i detenuti, dedicato a coloro che dopo l’esperienza carceraria rischiano di andare incontro all’emarginazione sociale.

Il progetto vuole ascoltare le esigenze di coloro che hanno quasi finito di scontare la loro pena e fornire un supporto a quelle persone che per condizioni di salute o per difficoltà legate al contesto familiare o lavorative potrebbero trovarsi, una volta usciti dal carcere, in difficoltà e completamente sole con il rischio di finire ai margini della società o di reiterare i reati. Attraverso la rete di supporto alle attività della Croce Rossa con lo sportello si può garantire assistenza medica, psicologica insieme a un aiuto per le tossicodipendenze, alcol-dipendenze e ludopatie, fino alle esigenze quotidiane come i pasti e un letto.

“È una collaborazione che vede al proprio centro il concetto di persona – spiega Maria Pitaniello, Direttore della Casa Circondariale di Monza – Quando si conclude l’esperienza carceraria, al rientro sul territorio, il rischio è che si vada incontro ad una esperienza di vita deprivata. Il carcere, dal canto suo, è un luogo sempre meno soltanto di pena e sempre più di recupero, ma il momento paradossalmente più critico è proprio quello dell’uscita”.

“Il numero di coloro che hanno bisogno di aiuto – precisa Orazio Nelson De Lutio, Commissario Croce Rossa Comitato Locale di Monza – sta crescendo. Lo vediamo ogni giorno con l’attività che svolgiamo attraverso le Unità di Strada. Sono aumentati i giovani e anche coloro che, in seguito a fallimenti, hanno perso casa e lavoro”.

“Purtroppo ci troviamo davanti a situazioni di grande fragilità – precisa Mirella Riva, responsabile Cri del progetto Sportello ex detenuti e già responsabile dell’Unità infermieristica di strada – Proprio ieri sera ci siamo imbattuti in un ultrasettantenne che, con la pensione minima, non può più permettersi una casa. L’idea di una persona che, a quell’età, debba trascorrere la notte in stazione, è preoccupante”.

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