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Il messaggio fuori dal locale (Foto da Facebook)

Il messaggio fuori dal locale (Foto da Facebook)

Fuori dal bar chiuso per sospette infiltrazioni mafiose spunta uno striscione di solidarietà

"Noi vi vogliamo bene" recita il messaggio affisso fuori dal bar panetteria Tripodi di Seregno fatto chiudere per revoca della licenza da parte della Prefettura di Monza e Brianza

"Noi vi vogliamo bene". A Seregno la Prefettura fa chiudere un locale storico del centro cittadino per sospetti legati a infiltrazioni mafiose e qualcuno lascia un messaggio anonimo sulla saracinesca abbassata del bar, a testimoniare non solo affetto ma vicinanza e sostegno contro la decisione.

E' accaduto al bar panetteria Tripodi di piazza Vittorio Emanuele dove, dopo la revoca della licenza disposta dalla Prefettura per "contiguità di rapporti con la criminalità organizzata" qualcuno ha voluto prendere posizione. Lo striscione che inizia con alcuni puntini di sospensione che alludono alla vicenda e alla recente chiusura obbligata, con poche parole e un cuoricino esprime vicinanza alla famiglia Tripodi che gestisce il locale. Nel box di Antonino Tripodi, affittato a una terza persona, nell'ambito dell'inchiesta "Infinito" contro le cosche della 'ndrangheta in Brianza era stato trovato un arsenale di armi. 

I "sufficienti elementi" acquisiti "per ritenere la sussistenza di possibili tentativi di infiltrazione mafiosa", come specifica il provvedimento della Prefettura, hanno interessato anche un altro bar della cittadina brianzola, La Torrefazione. 

Sul caso venerdì è intervenuto pubblicamente anche il sindaco di Seregno, Edoardo Mazza: "Nel 2009 con «Star Wars», la prima operazione contro la ‘ndrangheta in Brianza, l’Amministrazione di centro destra aveva preso un impegno preciso con i concittadini: essere presente come parte civile in ogni processo contro i boss. E così è stato. In quattro anni il Comune di Seregno si è costituito parte civile in sei processi contro clan della ‘ndrangheta nell’ambito delle operazioni «Star Wars» e «Infinito». E la mafia è stata condannata a pagare. Io ho raccolto quel testimone e lo sto portando avanti. Così è stato anche nella vicenda della chiusura dei due bar del centro storico" ha spiegato il primo cittadino seregnese.

"Così è stato anche nella vicenda della chiusura dei due bar del centro storico" - ha aggiunto Mazza - "I due esercizi sono stati chiusi a seguito di una richiesta fatta dal Comune alla Prefettura circa la sussistenza dei requisiti antimafia per il rilascio della concessione. La Prefettura ha dato risposta negativa e, pertanto, il Comune ha revocato la concessione con effetto immediato. Siamo intervenuti con tempestività e decisione. Come accade, ogni giorno, nei casi di abusivismo edilizio o di commercio abusivo.

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