Spaccio in classe alla scuola media: dopo l'espulsione è polemica sulla decisione

E' successo a Giussano: due ragazzi dopo essere stati sorpresi durante una cessione di marijuana in classe su disposizione del consiglio d'istituto sono stati espulsi

Droga scambiata tra i banchi durante una lezione in un'aula di una scuola media, due minorenni denunciati e, alla fine, l'espulsione con l'allontanamento dall'istituto e l'impossibilità per i ragazzi di sostenere l'esame di terza media.

L'episodio avvenuto un paio di settimane fa a Giussano, in Brianza, all'interno della scuola media dell'istituto comprensivo Don Rinaldo Beretta di Paina, non si è concluso con una "strigliata" ai ragazzi per la bravata commessa. La faccenda non è rimasta impunita e si è trasformata in una "battaglia educativa" che ha visto protagonisti, dopo l'intervento delle forze dell'ordine, il consiglio d'istituto della scuola che ha deciso per l'espulsione dei ragazzi coinvolti e il sindaco del comune brianzolo Matteo Riva intervenuto in quanto rappresentante dell'ente affidatario dei due minorenni. 

Dopo che un quindicenne è stato sorpreso in classe a cedere una dose di marijuana a una coetanea, i compagni, accortisi che stava succedendo qualcosa di anomalo, hanno avvisato il docente che ha fatto intervenire il preside e i carabinieri. In seguito all'accaduto sono scattate le denunce e la scuola ha mostrato fin da subito l'intenzione di non lasciare impunito l'episodio valutando la possibilità di un provvedimento disciplinare "forte". 

Di fronte a una possibile espulsione per i due ragazzi il primo cittadino del comune di Giussano, che da tempo segue i due minorenni che a causa di problematiche familiari sono stati affidati all'ente, ha chiesto all'istituto con una missiva di evitare una decisione così drastica che avrebbe punito il comportamento dei ragazzi con ripercussioni negative che avrebbero compromesso ancora di più la loro delicata situazione e non avrebbero consentito loro di conludere il percorso di studi. 

"Con il mio intervento non ho tentato di influenzare o criticare il giudizio del Consiglio d'Istituto e l'operato della scuola" - ha spiegato il sindaco Matteo Riva a MonzaToday - "ma ritengo che la scuola debba sempre scegliere l'inclusione per il ruolo educativo che riveste e non l'esclusione". "Penso che la punizione adottata dal Consiglio d'Istituto sia eccessiva e l'espulsione sia un provvedimento pericoloso per questi ragazzi che hanno già perso un anno scolastico" ha aggiunto il sindaco che non ha mai smesso di esprimere anche la sua condanna per quanto accaduto. 

"Il sindaco non accetta che si venda droga a scuola: quanto commesso va punito ma senza privare i ragazzi della possibilità di completare il loro percorso di studi" ha aggiunto Matteo Riva. "Sono soddisfatto per tutto quello che la scuola ha fatto per questi giovani fino ad oggi ma la punizione inflitta con la decisione dell'espulsione può compromettere il loro futuro".

"Punire è necessario perchè la scuola ha un ruolo educativo. La punizione è necessaria" - ha concluso il sindaco Riva - "ma avrebbe dovuto essere tale da non compromettere il futuro di questi ragazzi". Mentre dal municipio si sta cercando di trovare un modo per presentare i due studenti all'esame di terza media come esterni o privatisti così da far loro ottenere la licenza, dalla scuola ribadiscono la doverosità dell'intervento.

"E' stata una decisione presa in modo serio e sofferto dal consiglio d'Istituto" - ha spiegato il preside, il professor Giuseppe Proserpio - "c'è stato dibattito, confronto e desiderio di conoscere nel dettaglio la vicenda".

"Di fronte a questo primo, unico e spero ultimo episodio di spaccio tra i banchi dell'istituto si è optato per l'allontanamento dalla comunità scolastica con l'espulsione dall'esame di Stato per i due ragazzi" ha ribadito il professor Proserpio che tra le motivazioni che hanno spinto l'assemblea di professori e genitori a decidere per questa punizione esemplare che la legge mette a disposizione ha citato l'allarme sociale che l'episodio ha generato non solo tra i ragazzi ma anche tra le famiglie e la mancanza delle condizioni per un sereno reingresso dei due ragazzi a scuola.

"In questo episodio così doloroso però ho anche visto germogliare dei piccoli fiori" - ha concluso il preside - "Mi ha fatto piacere constatare che tutto sia emerso proprio a partire dai compagni di classe dei due ragazzi che si sono accorti dello scambio anomalo e hanno deciso di chiedere l'intervento della docente presente in classe, avendo il coraggio di segnalare l'accaduto senza girarsi dall'altra parte, dando testimonianza dei frutti del lavoro di prevenzione ed educazione alla legalità che da tempo la scuola affronta al fianco dei giovani". 

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