Pedemontana e gli scenari della viabilità brianzola: presentato lo studio sul traffico

Presentato il dossier commissionato dalle Province di Como e Monza e Brianza sugli effetti dell'apertura delle tratte di Pedemontana sulla viabilità del territorio

La Provincia di Monza e Brianza aveva già lanciato l’allarme sugli effetti di Pedemontana qualche tempo fa, quando i tecnici dell’ente, all’indomani dell’apertura della tratta B1, avevano monitorato il traffico lungo la superstrada Milano-Meda, evidenziando un notevole aumento del volume veicolare.

A confermare i risultati sperimentali rilevati dal monitoraggio sono stati i dati dello studio di traffico relativo agli effetti dell’apertura della Pedemontana sulla viabilità brianzola, presentati giovedì mattina in Provincia. A realizzare una simulazione di traffico e preparare la documentazione è stato lo Studio META di Monza a cui era stato commissionato lo studio dalla Provincia di Como (attraversata dalla SP 32 Novedratese) e di Monza e Brianza (attraversata dalla ex SS35 Milano-Meda), con il coinvolgimento di dieci comuni (Arosio, Barlassina, Carimate, Carugo, Cesano Maderno, Figino Serenza, Lentate sul Seveso, Mariano Comense, Novedrate, Seveso).

Lo studio, che porta la firma dell’ingegnere Andrea De Bernardi, è stato redatto allo scopo di verificare gli effetti sul traffico lungo la SP32 “Novedratese”, la superstrada Milano-Meda, la SS35 “dei Giovi” e la viabilità locale delle tre tratte della Pedemontana (Tratta A Gallarate-Lomazzo, Tratta B1 Lomazzo-Cermenate, Tratta B2 Cermenate-Cesano Maderno). Secondo quanto rilevato nella simulazione di traffico alla tratta B1, aperta nel novembre 2015, viene attribuito un volume veicolare "di circa 21 mila unità equivalenti/giorno” parte dei quali si riversano sulla superstrada Milano-Meda-Lentate “con incrementi che vanno dal +36% di Lentate al +3% di Varedo” con un peggioramento delle condizioni di circolazione “soprattutto nella tratta a Sud di Varedo, già satura”. Nel caso in cui il concessionario abbassasse le tariffe il dato salirebbe a 35mila veicoli al giorno. 

Secondo quanto messo in rilievo dallo studio, le simulazioni di traffico relative all’apertura della tratta B2 infatti risentono molto dell’incidenza tariffaria, considerato che le attuali tariffe, senza regimi di sconto, risultano tra le più elevate del panorama regionale. In vista di un’eventuale apertura della tratta B2 a pedaggio potrebbe esserci una possibile diminuzione del traffico sulla Milano-Meda rispetto ai livelli attuali con un buon numero di pendolari in fuga dal pedaggio che si riverserebbero inevitabilmente lungo la viabilità ordinaria. “La realizzazione ed il pedaggiamento della tratta B2 sono destinate a generare forti incrementi di traffico sugli assi ordinari paralleli alla superstrada Milano-Meda, fra cui in particolare: Via Borromeo e via Volta a Cesano Maderno, Corso Isonzo e via Garibaldi a Seveso, Via Indipendenza, viale Brianza e via Manzoni a Meda, Via Santa Maria a Lentate sul Seveso” si legge nello studio.

traffico pedem-2

A restare invariati invece sarebbero i flussi determinati dal traffico pesante con la Milano-Meda che potrebbe essere così trasformata in una strada per camion. “Lo studio evidenzia comportamenti diversi del traffico leggero – che nella sua componente pendolare pare poco disponibile a pagare le tariffe autostradali proposte – e di quello pesante – che invece tende a servirsi comunque delle nuove infrastrutture. Per conseguenza, l’apertura della tratta B2 determinerebbe una certa sostituzione del traffico leggero, dirottato verso la rete ordinaria, con traffico pesante di medio-lunga percorrenza, deviato da altri itinerari autostradali, con orientamento della Milano-Meda-Lentata ad un utilizzo più «camionale»” si legge nel dossier.

“Gli effetti di questo scenario sulla viabilità comunale sono allarmanti – spiega il Presidente della Provincia MB Gigi Ponti – Non possiamo permetterci di assorbire quotidianamente i flussi dei pendolari in fuga dalla Milano-Meda: è indispensabile intervenire subito sui nodi più critici e realizzare le opere di compensazione promesse a partire dalle opere facenti parte del progetto esecutivo della B2: stiamo parlando di interventi già condivisi, messi nero su bianco sul progetto iniziale e che potrebbero partire immediatamente. Senza di questi la Pedemontana non funziona, non serve e crea solo problemi in più”.

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