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Monza Brianza, è emergenza bus: 'Da ora addio a 228 corse al giorno'

E’ il presidente della provincia, Gigi Ponti, a dare i numeri dell’emergenza: “Settemila viaggiatori a piedi ogni giorno e quarantasei posti di lavoro persi”

Proprio nel momento di maggiore bisogno. Proprio quando l’inquinamento e lo smog costringono a un’inversione di tendenza, a provvedimenti seri. E’ sempre più drammatica a Monza e Brianza, la situazione del trasporto pubblico locale

A ufficializzare lo stato di crisi, ormai noto da tempo, è stato mercoledì il presidente della provincia, Gigi Ponti, in una lettera indirzzata al ministro dei trasporti, Graziano Delrio, e al ministro dell’ambiente, Gianluca Galletti. 

I numeri citati da Ponti fanno paura, ancora di più in questi giorni in cui la “grande sorella” Milano è dovuta ricorrere al blocco del traffico per tamponare l’emergenza inquinamento che, nonostante l’assenza di provvedimenti drastici come nel capoluogo lombardo, coinvolge eccome anche la città di Teodolinda. 

“Mancano 1,8 milioni di euro - segnala il numero della provincia ai due ministri -. Che si tradurranno in 228 corse giornaliere soppresse, settemila viaggiatori al giorno da lasciare a piedi ed una stima di quarantasei posti di lavoro persi nel settore”. 

Un lusso, sia per i lavoratori, sia per i cittadini, che Monza e la Brianza - tra le province più inquinate d'Italia - non possono concedersi. “I bus sono l’unica valida alternativa all'automobile - fa notare Ponti -. La pessima qualità dell'aria di questi giorni riporta all'attenzione il valore imprescindibile del servizio di trasporto pubblico. In Brianza, come in altre province lombarde, mancano i soldi per assicurare il servizio che già c'è e che é stato garantito dalle Province negli scorsi anni”. 

Il motivo di tutto ciò, denuncia Ponti, va ricercato nel fatto che alle province - scrive - “che avevano sempre coperto con proprie disponibilità i fondi necessari, sono state stornate risorse proprie, senza destinare nulla ai servizi per i cittadini".

“La migliore proposta che si può fare, nel momento in cui state valutando come intervenire sui gravi temi dell'inquinamento atmosferico - chiude Ponti -, è quella di mantenere almeno i servizi di trasporto pubblico che ci sono e che costituiscono il presidio minimo necessario per rispettare le necessità di movimento dei cittadini".

Per evitare che Monza e la Brianza restino a piedi. Nel vero senso della parola. 

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