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Tallio, restano critiche le condizioni della donna di 87 anni

Eseguite analisi anche sui cibi consumati dalla famiglia

Restano molto gravi le condizioni della 87enne ricoverata per un avvelenamento da tallio. Dopo la morte della figlia di 62 anni e del marito di 94, si spera che l'intossicazione non faccia più vittime perchè altrimenti il bilancio, che conta già due decessi, potrebbe aggravarsi. In ospedale sono ancora ricoverate quattro persone: oltre all’anziana ultraottantenne, ci sono la badante, il marito della vittima e la sorella 58enne.

Le analisi hanno accertato che la 62enne, la prima a essere morta, aveva una dose di tallio nel sangue dieci volte superiore a quella normale. Tutti gli altri familiari ne avevano invece quantità cinque volte superiori. Tra le ipotesi, sembra sempre meno concreta la possibilità che il veleno possa essere venuto da un pozzo artesiano. L’acqua diluisce molto il tallio, rendendolo meno pericoloso. E’ più probabile invece che l’avvelenamento sia giunto dal cibo. I tecnici alimentari hanno analizzato ogni tipo di cibi presenti nell’abitazione a Nova Milanese. Perfino l’origano e il purè di patate che la badante aveva cucinato la sera prima.

Riprende quota anche la possibilità che il veleno sia stato respirato per colpa di un topicida. L’autopsia (disposta giovedì) potrà svelare molto. La casa di campagna di Varmo, ispezionata a fondo dai carabinieri, è stata trovata molto in ordine. I familiari l’avevano pulita a fondo e poi ci hanno trascorso una vacanza, tutti insieme, tra il 6 e il 20 agosto. Poche settimane dopo, il veleno (che ha una lunga incubazione) ha fatto il suo effetto.

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