Neonato morto nello schianto di viale Fermi, ancora nessuna traccia del testimone "chiave"

Accertamenti anche sul telefono del padre: non è escluso che il giovane lo stesse utilizzando pochi istanti prima del tragico impatto

L'incidente (Bennati/MonzaToday)

Ancora nessuna notizia del testimone "chiave" dell'incidente di viale Fermi di domenica mattina a Monza, in cui ha perso la vita un neonato di tredici giorni. 

Nei giorni scorsi la polizia locale del capoluogo brianzolo ha diffuso un appello per rintracciare l'uomo che per primo avrebbe soccorso il piccolo Liam Thomas morto poco dopo il drammatico impatto della Fiat Puno su cui la famiglia viaggiava contro la barriera all'imbocco del sottopasso del tratto a scorrimento veloce che da Sesto San Giovanni conduce verso Concorezzo, nel territorio monzese.

Nella giornata di venerdì è in programma l'autopsia sul corpo del piccolo neonato: sarà l'esame autoptico a fare chiarezza e a spiegare che cosa abbia provocato la morte di Liam Thomas. Intanto la Procura di Monza, insieme alla polizia locale, prosegue le indagini. Nei giorni scorsi è stato acquisito un filmato registrato dalle telecamere di videosorveglianza di un impianto presente nell'area che mostra i drammatici istanti dello schianto. Nei frame si vede la Fiat Punto blu arrivare in prossimità del tunnel e poi perdere improvvisamente il controllo, terminando la corsa contro il guard rail. Nessun altro veicolo risulta coinvolto nel sinistro ma i dubbi da chiarire restano ancora molti. 

Gli esami tossicologico hanno rivelato che nel sangue del papà ventenne alla guida c'era alcol in modica quantità, meno di 0.5 grammi/litro ma con una concentrazione superiore al limite consentito per gli automobilisti neopatentati o con meno di 21 anni (che èinferiore del limite previsto per legge per tutti gli altri conducenti). Dato questo che non aggrava la posizione del giovane, ancora ricoverato in ospedale a Milano in prognosi riservata, indagato per omicidio colposo e lesioni gravi. Un altro punto oscuro ancora da chiarire riguarda il cellulare: gli inquirenti hanno acquisito i tabulati del telefono del giovane che dopo lo schianto è stato rinvenuto nell'abitacolo deformato del mezzo, incastrato tra il cruscotto e il parabrezza. Elemento questo che potrebbe far pensare che il conducente forse stesse utilizzando il dispositivo poco prima dello schianto. 

Alcune importanti risposte però potrebbero arrivare anche dall'uomo che per primo ha prestato soccorso alla famiglia dopo il terribile incidente. Secondo il racconto incrociato effettuato dagli altri testimoni ascoltati dalla polizia locale si tratta di una persona al momento ancora sconosciuta, giunta sul posto, a bordo di un furgone bianco. 

Dopo essere sceso dal mezzo ed essersi diretto alla macchina il testimone avrebbe ricevuto dal padre l'indicazione di prendere il bambino. "Il bambino" avrebbe detto il conducente ferito con un filo di voce. E' stato soltanto così che il primo soccorritore si sarebbe accorto della presenza del piccolo Liam Thomas che stava rigurgitando. L'uomo, sempre secondo i testimoni ascoltati dalla polizia locale, avrebbe preso in braccio il bambino per evitare che potesse soffocare e poi, una volta che il piccolo aveva smesso di vomitare, lo avrebbe adagiato sul sedile posteriore, tra delle coperte. Proprio lì dove poco dopo lo avrebbero trovato gli agenti della polizia locale accorsi sul posto. 

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