Il primo uomo con la mano "bionica": e può già scrivere e guidare

A Monza il primo "trapianto" di protesi di mano, sullo stesso paziente che aveva subito il primo trapianto di mano nel 2000

Walter Visigalli con il medico Marco Lanzetta

E' stato il primo uomo a subire un trapianto di mano e ora è il primo ad avere una protesi di mano "bionica", già funzionante dopo soli quindici giorni. Si tratta di Walter Visigalli, che oggi ha 48 anni. La mano l'aveva persa a 22 e nel 2000, a 35, se l'era fatta trapiantare. Poi le crisi di rigetto, recenti, e l'inevitabile scelta di farsela amputare nel giugno di quest'anno. Ma Visigalli non si è dato per vinto e, sempre seguito da Marco Lanzetta, lo stesso medico che gli aveva impiantato la mano nel 2000, gli ha impiantato questa mano bionica.

"L'utilizzo di questa protesi - spiega lo stesso Lanzetta - apre importantissimi scenari per le persone che subiscono amputazioni di arti". L'impianto all'inizio del mese di novembre e già ora Visigalli è in grado di compiere azioni e gesti che, secondo quanto riferisce il medico, dopo il trapianto della mano "vera" era stato capace di raggiungere dopo un anno di lavoro.

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In particolare, può già scrivere, guidare l'auto e lanciare una palla. La protesi è in titanio e carbonio all'interno e in silicone all'esterno.

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