La trattoria si trasforma in bottega: ecco come Vincenzo reagisce al lockdown

Vincenzo Butticè ha trasformato la sua gastronomia di via Vittorio Emanuele in un negozio di vicinato con prodotti a km zero. "Diventa un punto di riferimento per i residenti, dove non solo fare la spesa ma anche per sentirsi meno soli"

La trattoria si trasforma in bottega diventando un punto di riferimento (non solo alimentare) del quartiere. Al tempo del secondo lockdown i ristoratori devono reinventarsi e Vincenzo Butticè, a capo della gastronomia Atrattoria di via Vittorio Emanuele a Monza, pensa anche alla clientela che, pranzo e cena, se la vuole preparare a casa.

Da qui l’idea di affiancare il servizio di gastronomia con quella di vendita di prodotti alimentari al dettaglio; la classica bottega sottocasa dove trovare dallo zucchero alla fettina di carne. Butticè ha attivato una sorta di spesa a km zero scegliendo  produttori del territorio così da sostenere la catena agroalimentare locale.

“Il cliente può scegliere direttamente di acquistare il piatto già pronto, oppure il prodotto da cucinare a casa, oppure sceglie un trancio di pesce o una fettina di carne e la fa cucinare ai nostri cuochi – spiega Vincenzo Butticè -. Nella nuova bottega si possono acquistare anche il latte del lodigiano, le uova di alta qualità, formaggi locali,  zucchero, olio e caffè tutti made in Italy”.
Una bottega sottocasa dove si riesce, nel pieno rispetto delle prescrizioni Covid, ad instaurare anche una piccola conversazione con il commerciante, chiedere consigli e suggerimenti per le ricette, sentendosi meno soli.

“Questa pandemia ci ha insegnato che dobbiamo essere flessibili. Siamo nati dopo il primo lockdown come gastronomia, adesso diventiamo anche negozio di vicinato, e soprattutto vogliamo stare vicini ai nostri clienti in questo momento di difficoltà”.
Per chi preferisce resta attivo il servizio di consegna a domicilio. “Nel pacchetto della spesa c’è sempre un piccolo dolcetto siciliano, per far sentire il cliente meno solo”.

Vincenzo Butticè da mesi è in prima linea insieme agli altri ristoratori messi in ginocchio dalla pandemia. In occasione del primo lockdown aveva dato vita a una grande catena di solidarietà e insieme a molti colleghi monzesi e brianzoli ha cucinato per tutto il periodo del primo lockdown pranzo e cena che i volontari consegnavano ai medici, agli infermieri e ai volontari delle Croci.   

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