Meno treni, più ritardi: "La situazione dei pendolari è tragica"

Dopo i tagli alle corse e i tanti disagi, Concetta Monguzzi, sindaco di Lissone, scrive a Trenord e a Rete ferroviaria Italia

Foto di repertorio

Una fotografia della realtà, impietosa, delle cose. Una, anzi più lamentele. E una soluzione. A un anno e mezzo dalla clamorosa iniziativa che l’aveva spinta, con addosso tanto di fascia tricolore, a prendere il treno da Lissone insieme ai pendolari per recarsi a protestare ai vertici di Trenord, Concetta Monguzzi - primo cittadino di Lissone - torna a farsi sentire. 

Il sindaco ha preso carta e penna e ha "dedicato" una lunga lettera alla Regione, ai responsabili di Rete Ferroviaria Italia, Orazio Iacono, e aTrenord, oltre che per conoscenza al presidente della Provincia di Monza e Brianza, Gigi Ponti, e al comitato pendolari Milano-Como-Chiasso. 

"Ogni mattina diversi passeggeri sono costretti a rimanere 'giù dal treno' in stazione - assicura il sindaco -. I treni arrivano già saturi alla stazione di Lissone ed è difficile per i pendolari salire a fronte anche di una diminuzione di vagoni, da otto a sei, inspiegabilmente verificatasi. I treni che arrivano da Como o da Seregno hanno raccolto già parecchie persone e Lissone, quale ultima stazione prima dello snodo di Monza, è veramente penalizzata".

L’iniziativa del Sindaco di Lissone è una risposta diretta alle recentissime lamentele degli utenti della tratta, che hanno visto diversi convogli diminuire di lunghezza mentre aumentavano i ritardi e i guasti tecnici. Monguzzi sottolinea che "la situazione dei pendolari che prendono il treno verso Milano è drammatica tra le 7.30 e le 8.30", tanto da temere anche "seri problemi di ordine pubblico e di interruzione di pubblico servizio". 

"In questo periodo - continua la denuncia del primo cittadino - la situazione si è molto aggravata in quanto i treni di entrambe le linee S9 e S11 accumulano ritardi importanti".

Il sindaco, oltre a chiedere "un intervento tempestivo", offre una proposta di soluzione, elaborata dallo stesso comitato pendolari: "Programmare la fermata di Lissone dei treni regionali", in particolare del diretto che parte da Como alle 7.42. "Soltanto con la sicurezza di un’ulteriore opportunità di poter salire sul treno - conclude Monguzzi - vengono meno i disagi per i pendolari lissonesi" e si scongiura il rischio di "panico e sovraffollamento".

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