"Ma qui si paga in euro? Ci mostra qualche banconota?", due arresti per tentata truffa a Monza

La Polizia di Stato ha arrestato madre e figlio, profughi iraniani rifugiati politici, sorpresi mentre tentavano di truffare un 85enne in strada

Ha notato un'auto con targa spagnola ferma a bordo strada lungo via Marsala e un anziano curvo a ridosso dell'abitacolo, sul marciapiede, intento a parlare con i due occupanti e a mostrare loro delle banconote.

La scena non è passata inosservata a un dipendente del commissariato di Polizia di Stato di Monza, libero dal servizio, che non ha esitato a intervenire, convinto di trovarsi di fronte a un tentativo di raggiro in atto. Intorno alle 17 di mercoledì quando l'agente si è avvicinato e si è qualificato ha capito di aver appena sorpreso due truffatori in azione. Si trattava di una donna di 45 anni e del figlio 20enne, entrambi cittadini iraniani con regolare permesso di soggiorno come rifugiati politici rilasciato dalla Spagna. Secondo quanto ha raccontato la vittima, un anziano di 85 anni residente a Monza, avvicinato dai due mentre passeggiava lungo la strada, i truffatori gli avrebbero domandato se conosceva un ristorante dove cenare, chiedendo all'uomo un suggerimento. Oltre al locale poi i due hanno chiesto all'anziano il prezzo medio per una cena in lire, fingendo di ignorare che da anni in Italia fosse entrato in vigore l'euro. 

Di fronte a quella domanda il signore si è meravigliato e ha spiegato loro che da tempo nel Paese si pagava con gli euro, acconsentendo alla richiesta dei due di vedere qualche banconota. L'uomo ha tirato fuori dal portafogli un taglio da dieci euro e altre cinque o sei banconote simili. Prima che i truffatori potessero mettere le mani sul denaro e allontanarsi velocemente però è entrato in azione il poliziotto che ha rovinato i piani dei malintenzionati facendo scattare per i due le manette.

Una volta accompagnati in commissariato madre e figlio hanno finto di non saper parlare l'italiano mentre con l'anziano signore avevano dato prova di conoscere bene la lingua. Dagli accertamenti condotti è emerso che i due fossero professionisti della truffa: sul conto della madre sono risultati diversi precedenti penali, alcuni dei quali specifici e commessi anche fuori dall'Italia. Entrambi poi erano stati fermati e controllati più volte in diversi comuni. Nelle loro tasche sono state rinvenute alcune banconote che non si esclude possano essere provento di qualche altro raggiro messo a segno poco prima.

Accusati entrambi di tentata truffa aggravata sono stati condannati a una pena di sei mesi con sospensione condizionale. In auto insieme ai due c'era anche una ragazzina minorenne, adesso riaffidata alla madre e al padre, anche lui con diversi precedenti penali alle spalle. 

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