Brugherio, strangola la moglie e lei muore in ospedale. Il marito: "Non volevo ucciderla"

Giuliano Bonicalzi, 80 anni, ha ribadito la sua versione dei fatti, spiegando anche durante l'interrogatorio di garanzia, che si sarebbe trattato di un "eccesso di frustrazione"

"Non volevo ucciderla". Lo ha ripetuto diverse volte Giuliano Bonicalzi, 80 anni, anche davanti al gip durante l'interrogatorio di garanzia come già aveva spiegato agli inquirenti. Un gesto legato a un "eccesso di frustrazione" - quella stretta delle mani intorno al collo - e poi le ore di agonia fino all'alba quando vedendo che la moglie non si riprendeva, lo hanno portato ad alzare il telefono e a chiedere aiuto, chiamando la nipote. La nonna è caduta e sta male, avrebbe detto alla giovane. Ma presto, i lividi intorno al collo della donna, poi trasferita in ospedale a Vimercate, hanno raccontato una storia diversa che venerdì ha portato i carabinieri di Brugherio a dare esecuzione a un'ordinanza cautelare ai domiciliari per omicidio volontario nei confronti dell'uomo.

Nella giornata di martedì si è tenuto l'interrogatorio di garanzia per il pensionato di Brugherio accusato di aver strangolato la moglie nel letto di casa, nella villetta di via Caduti del Lavoro, causandone la morte tre giorni dopo, in seguito al ricovero in ospedale. Un contesto familiare segnato dalla sofferenza con la malattia degenerativa della donna, Rosalba Teresa Rocca, 86 anni, che ogni giorno si acuiva sempre più e ormai la costringeva a muoversi con una sedia a rotelle. Questo l'ambito in cui sarebbe maturato quello che in poche ore, con il decesso della donna, si è trasformato in un omicidio silente.

Martedì 11 agosto si è tenuto l'interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Federica Centonze alla presenza del pm Michele Trianni. L'uomo, difeso dall'avvocato Ivano Domenico Serlenga del Foro di Milano, ha ribadito la sua versione dei fatti, sostenendo di non avere avuto alcuna intenzione di uccidere la moglie. Dispiaciuto, anzi "mortalmente dispiaciuto" per quanto accaduto. Così lo ha descritto il suo legale che ritiene prematura qualsiasi tipo di decisione processuale e chiede che si faccia chiarezza anche sul capo di imputazione che allo stato attuale dei fatti è quello di omicidio volontario. "E' molto provato sia per quello che è accaduto sia per la vicenda della malattia della moglie precedente" ha aggiungo l'avvocato Serlenga. 

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