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Usura ed estorsione, tre arresti

Usura ed estorsione, tre arresti

Estorsione ai danni di un imprenditore brianzolo: usurai arrestati al rientro da una vacanza

L'indagine è stata condotta dai poliziotti del commissariato di Monza che hanno dato esecuzione alle ordinanze di custodia cautelare in carcere per i reati di usura ed estorsione

La crisi economica e la richiesta di denaro

Una difficile situazione economica da affrontare, l'attività da mandare avanti e la necessità di trovare un prestito per un nuovo, promettente, progetto naufragato poi troppo presto. Questi i motivi che hanno spinto un imprenditore brianzolo a finire vittima di un giro di usura ed estorsione con minacce pesanti che hanno coinvolto la sua famiglia, i figli e anche gli amici più stretti.

Tutto è iniziato lo scorso maggio quando l'uomo, in grave difficoltà, ha chiesto ad alcuni conoscenti un prestito. Un "amico" 54enne si è offerto di mettere in contatto l'imprenditore con due persone che avrebbero potuto fornirgli denaro facilmente e in breve tempo, trattenendo una piccola parte per sè come parcella per la mediazione. 

Nelle mani dell'uomo che avrebbe dovuto investire in un progetto che non è andato in porto sono stati consegnati 20mila euro che presto però si sono trasformati in un debito di 50mila euro da restituire, con 30mila euro di interessi. Anzichè fare affidamento sui ricavi dell'attività l'uomo si è trovato alle prese con un grosso debito che non riusciva a onorare e sono arrivate le minacce e le intimidazioni alla sua persona e alla sua famiglia. 

Le minacce

Gli aguzzini facevano pressioni sulla vittima di cui conoscevano tutto: dove abitava, i membri della sua famiglia, gli amici e i locali che frequentava. E addirittura in un'occasione hanno mostrato di conoscere anche l'auto del figlio, compreso colore e modello. 

Dopo le minacce l’imprenditore ha consegnato circa il 10% dell’intera somma richiesta, racimolati chiedendo ulteriori prestiti agli amici più cari ed utilizzando gli ultimi fondi in suo possesso. Il malcapitato ha consegnato il denaro nelle mani dell’”amico” 54enne il quale, dopo aver preso la sua parte per il “servizio” di intermediazione, ha consegnato il resto della somma ai due complici. Ma le minacce poi non sono terminate e si sono fatte più insistenti e pesanti tanto che a giugno la vittima ha deciso di chiedere aiuto ai poliziotti del commissariato di Monza.

L'indagine 

Gli agenti, nonostante avessero pochi elementi per avviare l'indagine, dovendosi basare solo sui nomi dei soggetti coinvolti così come conosciuti dalla vittima, in poco tempo sono riusciti a individuare il 54enne e i due usurai. Per il primo le manette sono scattate in un bar dove l'uomo aveva fissato un appuntamento con la vittima per farsi consegnare un'altra tranche di denaro. Nel locale, in un paesino alle porte di Monza, c'erano anche i poliziotti che lo scorso 27 giugno hanno arrestato il 54enne dopo la consegna di una busta con 1800 euro in contanti. 

Gli arresti

Dopo l'arresto dell'intermediario, S.A., residente in provincia di Monza, artigiano, con precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio e la persona, il GIP del tribunale di Monza ha accolto pienamente le richieste fatte dalla Procura della Repubblica e ha emesso le Ordinanze di Custodia Cautelare in Carcere a carico degli altri due usurai.

I due uomini, P.P., 43 anni, titolare di una società di servizi, e A.V., 40 anni, imprenditore edile, entrambi pregiudicati e tutti e due residenti in provincia di Monza e Brianza, sono stati arrestati lo scorso 5 luglio quando all'aereoporto di Milano-Malpensa per loro sono scattate le manette appena scesi dall'aereo al rientro da una vacanza in Sardegna.

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