Cronaca

Al Polaris la "musica" è cambiata, la discoteca è il più grande hub per i vaccini in Brianza

Venerdì mattina ha aperto il centro vaccinale di Carate negli spazi del locale messi a disposizione gratuitamente dai titolari per la campagna massiva. Quasi 1.500 le somministrazioni nella prima giornata

Dentro l'hub vaccinale del Polaris a Carate

La coda all'ingresso e la sala da ballo che torna dopo oltre un anno a riempirsi. La musica però è cambiata: nella discoteca Polaris di Carate il ritmo da seguire adesso è quello di 1.500 somministrazioni di vaccino al giorno (destinato a crescere) con il simbolo dell'industria del divertimento della Brianza che si è trasformato nel più grande hub vaccinale della Brianza.

Qui dove le luci si accendevano di notte adesso attendono il proprio turno, in fila davanti al desk per l'accettazione o sulle sedie in sala, centinaia di pensionati o soggetti estremamente fragili. Le luci stroboscopiche invece sono spente ma riflettono sui monitor che circondano la sala dove sfilano le immagini delle serate del Polaris con l'incoronazione delle aspiranti reginette di Miss Italia con fascia Tricolore o delle cene di gala aziendali. Ricordi di un tempo in cui anche il divertimento era normalità. 

La discoteca che diventa il più grande hub vaccinale

Una macchina organizzativa complessa da mettere in moto che è ufficialmente partita venerdì e ha visto collaborare la Asst di Vimercate - a cui compete la gestione del sito - insieme al personale della Asst di Monza e la Protezione Civile grazie agli spazi messi a disposizioni a titolo gratuito con un contratto di locazione della durata di sei mesi dal titolare del Polaris Egidio Motta e da sua moglie Cristina Limonta. 

Dopo aver varcato l'ingresso, la sala - duemila metri quadrati circa - ospita l'area di attesa con i desk di accettazione e le sedute dove i pazienti attendono il proprio turno fino a che dal megafono non viene chiamato il proprio numero (arriverà prossimamente un numeratore automatico). Poi si accede all'area dei box di anamnesi con i medici che effettuano la visita e il consulto prima dell'inoculazione del siero.

Per la giornata di venerdì sono previste 1.490 vaccinazioni, un numero che nelle giornate successive è destinato a crescere. Venti le linee vaccinali allestite e pronte a lavorare a pieno regime: dieci invece quelle attive venerdì. In uscita poi l'area di attesa - presidiata da personale sanitario - dove aspettare i quindici minuti canonici prima di potersi allontanare per la fase di osservazione.

"Siamo partiti questa mattina e abbiamo oltre 1.440 prenotazioni" spiega il dottor Guido Grignaffini, direttore socio-sanitario della Asst Vimercate e responsabile per l'azienda della campagna vaccinale che insieme a Carate Brianza conta altri centri vaccinali sul territorio tra cui quello di Besana Brianza e Limbiate che apriranno lunedì.

"Si tratta allo stato attuale del più grande hub vaccinale in Brianza. Entro il 3 maggio dovremo incrementare del 50% la capacità del sito e in questa fase massiva della campagna vaccinale è necessario dare un grande impulso alle somministrazioni". A regime in Brianza dovrebbero essere 56 le linee vaccinali in funzione con una capacità di 2.900 somministrazioni giornaliere solo nei 4 hub della Asst di Vimercate. A cui si devono aggiungere i siti dell'Autodromo di Monza e quello in fase di allestimento nell'area dell'ex Philips che dovrebbe entrare in attività per fine aprile. 

A Carate intanto è sceso in campo un vero e proprio "esercito" di medici, infermieri, amministrativi, volontari della protezione civile da Carate Brianza e Verano Brianza insieme al gruppo provinciale. E al personale messo a disposizione dal titolare dei locali con una decina di addetti che volontariamente hanno voluto essere presenti per dare il proprio contributo. 

"Vacciniamo per riaprire il prima possibile"

"Siamo chiusi da oltre un anno e oggi tiriamo un sospiro di sollievo" racconta la titolare della discoteca Cristina Limonta. "Finalmente si muove qualcosa e cominciamo a vedere una luce in fondo al tunnel. Prima si fanno i vaccini e prima riapriamo: tutti quanti". E proprio per questo motivo, per tornare alla normalità il più in fretta possibile e per essere al servizio della comunità i titolari hanno scelto di mettere a disposizione il sito e creare così il più grande hub vaccinale del territorio. "Oggi vedo i nostri locali pieni di anziani che sono stati vaccinati e presto potranno tornare a riabbracciare i loro nipotini, a stare in compagnia ed è importante perchè altrimenti si muore di solitudine".

Insieme agli spazi a Carate Brianza il Polaris ha messo in campo anche i propri dipendenti: una decina di persone che volontariamente hanno deciso di dare il proprio contirbuto. "Siamo qui per dare una mano" spiega Dylan, 25 anni, impiegato e addetto al marketing e alla comunicazione del Polaris che venerdì è tornato nella discoteca ormai chiusa da tempo. "Ci occupiamo della logistica e accompagnamo magari qualche anziano se ha bisogno di assistenza dalla macchina all'ingresso". 

Code, attese (e anche lamentele)

Fuori intorno alle 10 la coda di chi attende la chiamata del proprio turno è lunga e nell'ora successiva crescerà ancora. E qualcuno punta il dito contro l'organizzazione: "Mi hanno detto di mettere mio padre - disabile al 100% - in macchina nell'attesa ma l'auto io l'ho dovuta parcheggiare a quasi tre chilometri" spiega una donna che ha venerdì ha accompagnato i proprio genitori di 73 e 78 anni, di Desio, al Polaris per il vaccino. "Ma gli assembramenti fuori li avete visti?" - replica qualcun altro - "C'è troppa gente per la capienza della struttura. Stamattina hanno accumulato già un'ora di ritardo rispetto agli appuntamenti, chissà ora di sera cosa succederà" dice un'altra signora che ha accompagnato la madre di 78 anni, caratese, a vaccinarsi. 

E mettersi in coda in realtà serve a poco perchè la chiamata avviene dalla porta principale, per slot a seconda dell'orario di prenotazione indicato. E quando arriva il proprio turno, dalla fila o dal piazzale, le persone raggiungono l'ingresso, cercando anche di essere più veloci degli altri. E dopo le pratiche di accettazione, l'attesa ricomincia all'interno. Aspetti logistici che - assicurano dalla Asst di Vimercate - verranno migliorati.

"Ho rinunciato al vaccino: ho paura di Astrazeneca"

Sulle sedute dell'area di osservazione post-vaccino attende anche una signora che non si è vaccinata. "Ho rifiutato il vaccino" spiega la donna, 74 anni, residente a Giussano. "Sono qui solamente perchè aspetto che esca mio marito: io non mi sono voluta sottoporre al vaccino perchè mi hanno proposto Astrazeneca e ho paura. Le voci che si sentono sono negative e la paura è tanta" racconta. Per la signora il vaccino c'era ma lo ha rifiutato e nella mattinata di venerdì questo non è stato l'unico caso. Intorno a mezzogiorno, secondo quanto emerso, le rinunce registrate nell'hub di Carate Brianza sono state due. 

Un "numero irrilevante" commentano dalla Asst di Vimercate rispetto al flusso vaccinale del sito. "Ai pazienti quando entrano ai box di anamnesi e si sottopongono al colloqui col medico viene proposto un farmaco tra Astrazeneca, Moderna o Pfizer. Solo chi rientra in determinate categorie con particolari patologie indicate dal ministero viene dirottato su farmaci diversi da Astrazeneca" specifica il dottor Grignaffini, responsabile per la Asst di Vimercate della campagna vaccinale. 

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