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Cronaca

Il ristoratore che apre le porte al venditore di rose, ma prima gli controlla il green pass

Succede a Monza: il gestore, dopo aver controllato il passaporto del venditore ambulante, lo fa entrare invitandolo a indossare la mascherina

Quando il venditore ambulante è arrivato all'ingresso del ristorante con quel gran mazzo di rosse da vendere il gestore lo ha fermato. Lo ha invitato a indossare correttamente la mascherina, e gli ha domandato di mostrare il green pass.

Dopo essersi accertato che fosse tutto in regola, gli ha aperto la porta e lo ha fatto entrare e lavorare tranquillamente tra i tavoli. Lui, con la mascherina ben sollevata a coprire naso e bocca, ha ricambiato la gentilezza non disturbando troppo i commensali, e non ostacolando il lavoro dei camerieri. Poi è uscito soddisfatto ringraziando il gestore del locale: nel suo ristorante era riuscito a vendere qualche rosa. 

Il fatto è accaduto nell'ultimo fine settimana in un ristorante del capoluogo. Il gesto è stato immortalato e raccolto dall'associazione MonzAttiva che ha deciso di renderlo pubblico. Con lo scopo di sensibilizzare una maggiore attenzione e umanità.  

“È questa la Monza che ci piace, una città che accoglie e che lavora sull'integrazione, fatta da persone di buon cuore che si aiutano l'un l'altro e che non lascia indietro nessuno - dichiarano Carlo Abbà e la consigliera comunale Chiara Pozzi -. Il compito del Comune è aiutare chi è in difficoltà e non quello di alzare la voce con i deboli e chinare il capo con i forti. Senza integrazione non può esserci sicurezza. Le azioni repressive non possono nascere e morire per pura propaganda. Perché la propaganda non è politica. La sicurezza della città e dei cittadini deve essere garantita partendo dall'educazione e dalla civiltà”.

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