Foto e video a luci rosse della compagna di scuola su Facebook e Youtube

Un 19enne è stato condannato. "Protagonista" dei filmati (poi vittima di pesanti prese in giro) una 14enne che si era innamorata di lui

Aveva diffuso su internet immagini "spinte" di una compagna di scuola di 14 anni innamorata di lui e quindi convinta, come "prova d'amore", a produrre video e autoscatti col cellulare. Ora un 19enne monzese, A.P., è stato condannato a due anni e otto mesi dal gup di Milano Claudio Castelli con rito abbreviato, per induzione alla produzione e diffusione di materiale pornografico.

La vicenda è iniziata nell'inverno 2012, quando su Facebook sono comparse le immagini incriminate e di conseguenza la ragazzina è stata pesantemente presa in giro da tutta la sua rete amicale. Lui, il 19enne, le aveva chiesto di fare qualcosa di "speciale" per dimostrargli l'amore che provava. All'inizio alcune fotografie in slip e calze nere. Il ragazzo - ricevute le fotografie - insieme a due complici (minorenni, le cui posizioni sono al vaglio degli inquirenti) le ha girate agli amici e ai compagni di scuola. Ben presto le immagini sono finite su Facebook, di qui le prese in giro, i commenti senza pietà e gli insulti.

La ragazza, però, ci "ricasca": il 19enne sembrava convincente nel chiederle ulteriori prove d'amore, più spinte, come un video in atteggiamenti intimi, assicurandole che non sarebbe mai circolato. Lei allora chiede un parere a un amico comune, un minorenne figlio di un noto personaggio del mondo dello spettacolo, che la convince spiegandole di dovere fare "qualcosa di speciale perché noi delle suore siamo stufi".

Così la 14enne manda il filmato. Che però finisce su Youtube, anche se solo per qualche ora. Con commenti ancora più pesanti della prima volta. Lei racconta tutto ai genitori che sporgono denuncia. Poi le indagini e, il 5 novembre, la condanna.

Il 19enne dovrà anche pagare 11mila euro di multa oltre a una provvisionale di 100mila euro alla famiglia. "Nostra figlia è stata vittima di un abuso terribile - ha affermato il padre dopo la sentenza - e poi linciata sulla pubblica piazza. Vogliamo che il mondo sappia quanto male le hanno fatto".

"Abbiamo sempre camminato a testa alta - ha spiegato la madre della adolescente - ma le reazioni attorno alla famiglia e mia figlia sono state davvero assurde. Ancora oggi ci imbrattano i muri e hanno modificato un video dove mia figlia canta con frammenti di quelle immagini. Una cattiveria inaudita".

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