Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca Piazza Santa Maria Beltrade

Video degli stupri di Genovese 'rubati' e offerti alle tv: perquisite le case di due tecnici

Poliziotti della Mobile a casa di un 35enne di Milano e una 40enne di Monza. I fatti

Perquisizioni e sequestri. Gli agenti della squadra Mobile di Milano, su richiesta dei pm Letizia Mannella e Rosaria Stagnaro, hanno eseguito mercoledì pomeriggio dei controlli a casa dell'uomo e della donna - 35 anni lui, 40 lei - accusati di appropriazione indebita qualificata per aver offerto a dei programmi televisivi le immagini della presunta violenza sessuale avvenuta lo scorso ottobre a Terrazza Sentimento, l'attico vista Duomo di Alberto Genovese, l'imprenditore finito in manette proprio perché accusato di aver stuprato una 18enne durante una festa. 

I due, stando a quanto appreso, sono tecnici della società che ha effettuato una consulenza per la difesa sui filmati delle telecamere a circuito chiuso dell'appartamento: approfittando del loro ruolo, avrebbero salvato le immagini e avrebbero poi cercato di venderle a 30mila euro. 

Gli agenti hanno passato al setaccio le case dei due - lui vive a Milano, lei a Monza - e le loro postazioni in azienda, il cui titolare è considerato estraneo ai fatti. Gli investigatori hanno sequestrato cellulari, computer e chiavette Usb, che saranno adesso controllate dagli esperti della Scientifica. 

I video al centro dell'inchiesta riguardano le immagini delle presunta violenza ai danni della 18enne tra il 10 e l'11 ottobre scorso, per la quale Genovese era poi stato arrestato prima di essere accusato, più tardi, di un secondo stupro avvenuto a Ibiza l'estate precedente.

Per quella seconda accusa nei giorni scorsi c'è stata una "integrazione" della misura cautelare della custodia in carcere per l'ex imprenditore di Facile.it. I magistrati hanno invece ravvisato troppe incongruenze per le denunce di altre due ragazze, che tra l'altro si erano mediaticamente esposte. Genovese, intanto, ha chiesto, senza successo, i domiciliari per curarsi dalla tossicodipendenza da cocaina e, interrogato, ha negato gli stupri affermando che le ragazze erano consapevoli che le feste fossero dei "droga party" e consenzienti per i rapporti sessuali.

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