Trenord, 150 vigilantes sui treni: “Prevenzione, ma senza sparare”

L'annuncio dell'assessore regionale Alessandro Sorte e del governatore Roberto Maroni: "E' un'azione fortissima". Ma il leghista non è soddisfatto al 100%: "Ci volevano polizia e carabinieri"

Altri 150 vigilantes sui treni - Repertorio

Aggressioni. Violenza. Insulti. Trenord e la regione Lombardia hanno deciso di dire basta. Hanno scelto di essere loro, per una volta, ad attaccare e a mettere paura ai violenti. 

Dal primo settembre, centocinquanta uomini della vigilanza privata saranno sui treni e nelle le stazioni ferroviarie lombarde più a rischio sicurezza: il tutto a spese della Regione Lombardia. 

"L'obiettivo è la prevenzione e questa la fai facendo vedere che il controllore va in giro scortato", ha detto il governatore Roberto Maroni presentando il piano all'incontro del dopogiunta a Palazzo Lombardia. "Faremo in modo - ha aggiunto il presidente lombardo - che ci siano tutte le regole necessarie per prevenire, ma non metteremo in giro gente che spara".

Il costo dell'operazione è di circa sette milioni di euro per un anno: tutti soldi che saranno prelevati dalle casse del Pirellone. "Ma è opportuno - ha detto ai giornalisti l'assessore lombardo alla Mobilità, Alessandro Sorte - e arriviamo a coprire la metà di tutti i treni lombardi. Questa misura - ha continuato l'assessore - si aggiunge ai settantacinque vigilantes entrati già in servizio lunedì scorso e che costano a Trenord tre milioni di euro".

Alla conferenza stampa, cui erano presenti l'ad di Trenord, Cinzia Farisè, e il presidente di Ferrovie Nord Milano, Andrea Gibelli, sono state presentate anche le giubbe che indosseranno i vigilantes: degli “speciali” giubotti con la scritta “Trenord security team” e il logo della Regione Lombardia.

Non è mancato, però, un pizzico di polemica. Polemica firmata Roberto Maroni, in aperto contrasto con le decisioni di Roma. ”Speriamo che il Governo ci dia ascolto e mandi polizia, carabinieri ed esercito, continuando quell'operazione 'Strade sicure' che avevo avviato io da ministro dell'Interno", ha auspicato il governatore. Che ha poi lasciato intendere come l’intervento da lui stesso studiato non lo convinca al 100%. 

“Non è un problema di risorse ma di status perché noi possiamo mettere solo vigilanza privata - ha spiegato Maroni -. Mentre polizia, carabinieri ed esercito sarebbero la soluzione migliore ma in mancanza di risposte del Governo abbiamo deciso di dare noi risposte con il piano B”. 

Un piano che è stato approntato e messo in campo velocemente dopo l’incredibile escalation di violenza del mese scorso, che ha visto come vittime i dipendenti di Trenord. A inaugurare la serie, era stata, l’11 giugno scorso, l’aggressione nella stazione di Villapizzone, nel milanese, a due ferrovieri, che erano stati colpiti con un machete da una banda di latinos. Cinque giorni dopo, sulla tratta Gallarate-Varese, ad avere la peggio era stato un controllore donna, aggredita da sei ragazze solo per aver chiesto loro un biglietto.

E ancora, il 20 giugno, erano stati due ubriachi a picchiare un passeggero e un controllore a bordo del treno Milano-Cremona. A chiudere un mese nero per Trenord c’avevano pensato tre ragazzini, due dei quali minorenni, che avevano colpito con un pugno al volto un controllore nella stazione di Arcore

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Ora, però, è arrivata la risposta dura di Trenord e della Regione. Sperando che serva. 

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